Giovedì prossimo al Teatro “G. Verdi”
L’opera, diretta da Guglielmo Ferro, ruota intorno alla figura di Caterina Laher, governante francese assunta in casa Platania, famiglia siciliana e borghese trapiantata a Roma. Leopoldo, il patriarca, ha sacrificato la vita di una figlia, morta suicida, ai pregiudizi della sua morale. Caterina è calvinista e viene considerata da tutti un modello d’ integrità.
Vive però segretamente la propria omosessualità, una «colpa» a cui si aggiunge quella d’aver attribuito a una giovane cameriera dei Platania le proprie stesse tendenze, causandone il licenziamento. Caterina si sente responsabile della morte della ragazza, coinvolta in un incidente mentre tornava al sud: un peccato che la governante deciderà di espiare con il suicidio.
Questa commedia fu scritta nel 1952 e subito fu censurata per il tema, allora molto scottante, dell’omosessualità, anche se Vitalino Brancati sosteneva che “la sostanza della vicenda è più la calunnia che l’amore”.
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