“Le indagini sono partite dalla denuncia di una madre che si è sentita dire dalla figlia ‘la legge ci consente di acquistare droga’. Ma ci sono state segnalazioni anche di altri genitori”, dice Pignataro. Si tratta di una nuova tappa dell’attività che la Questura maceratese sta conducendo sul fronte della cosiddetta cannabis legale, a seguito del proliferare di negozi specializzati nella vendita di prodotti alimentari a base di cannabis: infiorescenze, resine ed oli estratti commercializzati o, comunque, pubblicizzati quali sostanze lecite e di libero acquisto.
Attività che dal 20 giugno a oggi ha portato al sequestro di circa 15 kg di cannabis e alla chiusura di tre ‘grow shop’. In questo caso un poliziotto si è finto acquirente.
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