Piobbico, torna il Presepe Vivente tra il borgo storico e il Castello Brancaleoni

Mercoledì 26 dicembre prossimo la XXIV edizione  con più figuranti e più quadri viventi

PIOBBICO (PU) – Si terrà mercoledì 26 dicembre 2018,alle ore

17.00,la

XXIV edizione del Presepe Vivente di Piobbico.

Il presepe simbolo del Montefeltro andrà in scena tra il borgo storico e il Castello Brancaleoni.
I figuranti faranno rivivere gli antichi mestieri gli antichi ambienti in un’atmosfera accompagnata dal suono delle zampogne. «Per questa XXIV edizione i piobbichesi si sono superati: se lo scorso anno eravamo 300 figuranti, quest’anno siamo circa cinquanta in più. Ad essere di più sono anche i quadri, cioè i momenti che rappresentano i mestieri e i momenti di vita dell’epoca di Gesù I piobbichesi ogni anno riescono ad essere eccezionali, e i bambini rendono tutto ancora più bello», afferma Fausto Luzi, Presidente Comitato Presepe Vivente.

Il presepe di Piobbico è ormai «un appuntamento che si aspetta ogni anno con emozione e coinvolgimento da parte dei piobbichesi. L’antico Borgo ed il castello Brancaleoni riescono, puntualmente, ad incantare tutti i visitatori che anno dopo arrivano sempre più numerosi ai piedi del Monte Nerone – afferma Giorgio Mochi, sindaco di Piobbico  – Il presepe vivente di Piobbico è ricostruito su una puntuale ricerca storica dopo una approfondita ricerca iniziata negli anni ’90 per volontà della scuola media di Piobbico»
L’organizzazione è a cura del Comitato Presepe Vivente di Piobbico, in collaborazione con il Comune di Piobbico, la ProLoco Piobbico e la Parrocchia S. Stefano S. Maria in Val d’Abisso. Ingresso ad offerta libera.

Come si sviluppa il Presepe

Articolato in numerosi quadri dedicati alle singole scene e ai mestieri, nell’ideale percorso del visitatore si succedono il censimento, la lavorazione dei profumi, della carta, della creta e delle essenze, delle tende, delle pelli, del lino, della farina, del pane, quindi la tessitura, la tintura, la filatura, la spremitura delle olive; e ancora il falegname, il vasaio, il fabbro, il cordaio, lo scriba, il cestaio, lo scalpellino, l’artigiano del legno. Non mancano pescatori, viandanti, mendicanti, soldati, accampamenti di pastori, mercati e locande, corti, animali a riposo o al lavoro; scene di vita quotidiana e insoliti spettacoli. Nel Borgo Medioevale e nel Castello Brancaleoni, sotto gli archi a volato delle cantine di pietra a vista, si snoda la storia dell’evento della natività, dall’annunciazione a Maria alla ricostruzione della corte di Erode. Soldati all’osteria e agli ingressi del borgo, fuochi di bivacchi e carovane di pastori, sfarzi di corte e povertà di mendicanti. Su tutti campeggiano i momenti sacri dell’annunciazione, della natività e dell’arrivo dei re magi.

Come è nato il Presepe Vivente di Piobbico

Le origini di questo Presepe vanno ricercate nel 1991, il 22 dicembre 1991 la prima edizione frutto di una ricerca storica e scrupolosa degli alunni della scuola media.

«Il Presepe Vivente di Piobbico nasce nel lontano anno scolastico 1990/1991. La manifestazione ha preso l’avvio a seguito di una ricerca della locale scuola media, che si prefiggeva la ricostruzione storica, il più fedele, dell’ambiente in cui è avvenuta la nascita di Gesù. – continua il presidente Luzi – Gli alunni, dopo aver svolto questa attenta e puntuale ricerca su usi, costumi, mestieri del tempo, hanno pensato di riprodurli nella realtà e si sono trasformati, insieme alle loro famiglie e agli Insegnanti, in attori, assumendo il ruolo di pastori, falegnami, fabbri, osti, tessitori, cardatori e filatori di lana, fornai, mercanti, sacerdoti e personaggi sacri.

Sono diventati così protagonisti di verosimili scene quotidiane, ricreate nelle vecchie cantine, negli androni, nelle piazzette e lungo le strette viuzze del Borgo, facendo uso di addobbi e suppellettili, ricercati pazientemente tra quelli più adatti o ricostruiti dagli alunni o dai genitori. Oggi il Presepe Vivente ha assunto proporzioni e prestigio assoluti; conta circa 300 figuranti dislocati nei 30 quadri oltre a coloro che hanno preparato i costumi e le scene, guidati dal gruppo instancabile del Comitato Organizzatore che continua la ricerca iniziata dalla scuola media nello studio dell’ambiente, dei costumi, delle abitudini e dei mestieri dell’epoca ogni anno arricchiti con particolari sorprendenti».