Pesaro, la Madonna della Seggiola: l’omaggio a Raffaello di Rossella De Stefani

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Mercoledì 12 agosto,  in piazzale della Libertà l’inaugurazione dell’opera “gesso su cemento”; sarà possibile scattare una fotografia dall’alto

PESARO – Street art protagonista in piazzale della Libertà, con l’opera “gesso su cemento” realizzata dall’artista pesarese Rossella De Stefani. Una gigantografia raffaellesca di 21 metri di diametro, la Madonna della Seggiola, nel 500esimo anniversario della scomparsa del pittore. Inaugurazione mercoledì 12 agosto, alle 19, di fronte alla Palla di Pomodoro, dove sarà possibile immortalare l’opera con una bella istantanea ricordo scattata dall’alto.

Rossella De Stefani

Rossella De Stefani, artista pesarese a 360°. Di professione – si definisce – madonnara. Dipinge, compone murales, ritrattista, ha collaborato con diverse case editrici come illustratrice. Ha studiato al Liceo Artistico Mengaroni e si è formata all’Accademia delle Belle Arti di Urbino.

“Ho messo l’anima in questo lavoro – spiega –. Amo la mia città e riuscire a realizzare una cosa così imponente, in una location suggestiva e su un terreno che si presta molto, mi ha reso orgogliosa”. Un lavoro di 21 metri di diametro, “il più grosso che abbia mai realizzato. Per farlo ho dovuto fare una preparazione tecnica, dividendo lo spazio in raggi con fune e gesso. Ma anche una preparazione fisica, perché comporre per oltre 4 ore al giorno con queste temperature, non è semplice”.

Rossella è una delle poche “madonnare” del centro Italia, l’unica della città.

L’opera

Il dipinto raffigurato in piazzale della Libertà è la Madonna della Seggiola di Raffaello, databile al 1514 e conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. L’opera, olio su tavola circolare di circa 71 cm di diametro, era stata commissionata dal papa Leone X Medici e rappresenta la vergine Maria con Gesù e San Giovanni bambino. Una tradizione popolare vuole che l’ispirazione per quest’opera venne all’artista mentre transitava per Velletri, dove vide una contadina del luogo che cullava il proprio figlio in grembo.