Pesaro, inaugurato il murale del parco Miralfiore

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L’artista Maria Bartolucci ha raffigurato gli animali simbolo del parco e una “madre natura” a protezione; la cooperativa T41B si è occupata del giardino

PESARO – C’è un altro angolo di colore al Parco Miralfiore che oggi ha inaugurato il murale realizzato dall’artista Maria Bartolucci nello spazio occupato, fino ad ora, dalla fontana. «Riempiamo di colore la città» hanno sottolineato il sindaco Matteo Ricci e l’assessore all’Operatività Enzo Belloni nel ricordare l’inaugurazione di ieri del “monumento Covid” e nel presentare il murale del parco, «un’opera frutto di un percorso avviato da mesi e che ha avuto una tappa fondamentale, a maggio, con l’inaugurazione del parco giochi inclusivo realizzato dalla Fondazione Renco».

Il murale prende il posto dell’ex fontana, per «rendere ancor più bello e più vivo il parco» ricordano Ricci e Belloni. È un’opera pensata e progettata in collaborazione con “l’anima verde” del parco, la guida naturalistica Andrea Fazi, «il cui contributo fondamentale mi ha aiutato a inserire, nel progetto, gli animali che vivono il parco» racconta Bartolucci. Ammirandolo si trovano infatti un picchio, una rondine, dei ricci, un martin pescatore, una cinciallegra «e un rospo smeraldino che ho scelto di inserire come segno di buon auspicio per suo ritorno». A proteggere le specie del parco, una figura femminile «che crea e tutela, una sorta di “madre natura” a ricordare quanto sia prezioso questa imparagonabile area verde, nel cuore della città».

La riqualificazione dello spazio è frutto di un lavoro a quattro mani svolto da Bartolucci insieme alla cooperativa T41, che si è occupata dell’ideazione e realizzazione del giardino “in miniatura” racchiuso dal muro che cingeva fontana: «Ispirati dallo splendido contesto, abbiamo deciso di “costruire” questo giardino utilizzando piante da aridocultura, che quindi non necessitano di innaffiatura. Abbiamo poi aggiunto materiali, come ghiaia, pietre e terriccio. Texture che abbiamo collocato su più altezze, a creare un disegno prospettico che riprendesse le forme del parco» ha spiegato Giovanni Cornacchia della T41.