PESARO – «Da edificio abbandonato a luogo di accoglienza, ascolto e inclusione: con l’inaugurazione della Stazione di Posta, diamo uno spazio che restituisce dignità alle persone più fragili e riqualifica un’area strategica della città». Così il sindaco di Pesaro Andrea Biancani al taglio del nastro della nuova struttura realizzata nell’ex sede della Polfer, a pochi passi dalla stazione ferroviaria, recuperata grazie a un intervento da 1,1 milioni di euro.
Con l’inaugurazione della Stazione di Posta, Pesaro aggiunge un nuovo presidio sociale alla rete dei servizi cittadini. «è molto più del recupero di un immobile – sottolinea Biancani -, è il segno concreto di un’Amministrazione che investe sul sociale, sulla rigenerazione urbana e sulla sicurezza della città. Restituiamo ai cittadini un edificio che per anni è stato simbolo di degrado, trasformandolo in un luogo capace di offrire servizi, relazioni e opportunità a chi attraversa momenti di difficoltà.
È un risultato importante, raggiunto grazie al lavoro condiviso con gli assessorati, gli uffici comunali, Caritas, gli Ats del territorio e tutte le realtà che contribuiranno a dare vita a questo progetto. Una città più bella è anche una città che sa prendersi cura delle persone». Biancani ricorda il percorso che ha portato alla realizzazione dell’opera: «La candidatura dell’intervento aveva l’obiettivo di recuperare un immobile ormai inutilizzato e trasformarlo in un servizio innovativo per tutta la comunità.
Oggi manteniamo quell’impegno. Continuiamo la riqualificazione dell’area della stazione, di via dell’Acquedotto (la stessa in cui è presente Casa Mariolina, struttura d’accoglienza per uomini senza fissa dimora gestita da La Città della Gioia, a creare quasi una strada della solidarietà) e del Parco XXV Aprile, dando una nuova funzione a uno stabile che sembrava destinato al degrado. Qui nascerà un punto unico di riferimento per l’accoglienza e l’accompagnamento delle persone più fragili, evitando l’attuale frammentazione dei servizi e migliorando la qualità delle risposte offerte».
L’assessore alle Politiche sociali Luca Pandolfi evidenzia il valore della nuova struttura: «Un progetto nato dalla collaborazione tra Comune di Pesaro, Caritas, Ambiti territoriali sociali della provincia, Diocesi e numerose realtà del territorio, che farà della struttura un punto di riferimento stabile per chi vive situazioni di fragilità. La Stazione di Posta sarà la porta d’ingresso ai servizi dedicati alle persone che vivono situazioni di grave fragilità ed emarginazione. Qui non ci limiteremo a fornire una risposta ai bisogni immediati, ma costruiremo percorsi personalizzati di inclusione sociale, sanitaria, abitativa e lavorativa. È un progetto che mette in rete competenze, professionalità e volontariato, valorizzando il lavoro svolto ogni giorno da Caritas e da tutte le realtà coinvolte. Il nostro obiettivo è accompagnare le persone verso una progressiva autonomia, senza lasciare indietro nessuno».
è «Un edificio che fino a poco tempo fa era in stato di abbandono, che era stato più volte occupato abusivamente e che oggi facciamo tornare a vivere come luogo di accoglienza, ascolto e accompagnamento delle persone in condizione di grave marginalità. Con questo cantiere restituiamo alla città un edificio completamente riqualificato, efficiente dal punto di vista energetico, accessibile e pienamente funzionale alle nuove esigenze. È un investimento di quasi un milione di euro che dimostra come le risorse del PNRR possano tradursi in opere concrete e utili per la comunità. La Stazione di Posta si inserisce in un più ampio percorso di rigenerazione che l’Amministrazione sta portando avanti nell’area della stazione ferroviaria.
Negli ultimi anni abbiamo recuperato e restituito alla città spazi importanti come la Velostazione, il sottopasso ciclopedonale, La Piccola Ribalta e stiamo proseguendo con la riqualificazione di via dell’Acquedotto dove gli interventi consentiranno di aumentare i posti auto fino a circa 300 e di realizzare un’area di sosta più ordinata, decorosa e funzionale. Un insieme di opere che stanno cambiando il volto di questo quadrante della città, restituendogli qualità urbana, sicurezza e nuovi servizi a beneficio di tutta la comunità. Ringrazio tecnici, imprese e maestranze che hanno rispettato il cronoprogramma consentendo di consegnare alla città una struttura moderna e destinata a durare nel tempo».
«La Stazione di Posta è uno dei progetti più significativi che il PNRR Sociale ci ha permesso di realizzare – specifica poi Pandolfi -. Non nasce soltanto da un investimento economico, ma da una visione condivisa che mette al centro la persona e costruisce una rete stabile di servizi e collaborazioni. Per questo mi preme ringraziare il lavoro fatto dal personale degli uffici e, in particolare, ad Andrea Mancini, coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale n. 1, Antonella Leggio, responsabile di U.O. “Fragilità e Gestione Associata Servizi” del Comune di Pesaro e Alessandro Bertozzi, dirigente “Servizio alla Persona e alla Famiglia” e Ambito Territoriale Sociale n. 1».
Il Comune di Pesaro, in qualità di capofila dell’Ambito Territoriale Sociale 1, ha sviluppato questa progettualità da oltre 1 milione di euro (1.090.000 euro totali) insieme a tutti gli Ambiti territoriali sociali della provincia – ATS 3 Unione Montana Catria e Nerone, ATS 4 Urbino, ATS 5 Unione Montana Montefeltro, ATS 6 Fano e ATS 7 Fossombrone – con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso i fondi del PNRR, Missione 5 “Inclusione e Coesione”.
È un modello che supera i confini comunali e mette a sistema competenze, risorse ed esperienze per dare una risposta concreta al fenomeno della grave emarginazione adulta. Fondamentale è stato il contributo della Fondazione Caritas Pesaro ETS, individuata come soggetto gestore attraverso un percorso di coprogettazione, della Diocesi di Pesaro e di tutto il Terzo settore, insieme ai servizi sociali, sanitari e ai tanti operatori e volontari che ogni giorno lavorano accanto alle persone più fragili.
Il direttore della Caritas di Pesaro Roberto Drago: «La Stazione di Posta sarà un centro multiservizi dove chi vive una situazione di povertà estrema potrà trovare un aiuto immediato e, soprattutto, l’opportunità di ricominciare. Da settembre offrirà accoglienza, ascolto, docce, servizi per la cura della persona, sostegno socio-sanitario e psicologico, orientamento ai servizi sociali e al lavoro, distribuzione di beni essenziali e una limitata accoglienza notturna.
Non sarà soltanto un luogo dove rispondere ai bisogni primari, ma uno spazio capace di accompagnare le persone in un percorso di autonomia, ricostruendo relazioni, diritti e prospettive di vita». Drago suggerisce che si può pensare alla Stazione di Posta come a una “porta d’ingresso” ai servizi: «Un luogo dove una persona in grave difficoltà può trovare una risposta immediata ai bisogni essenziali e, allo stesso tempo, essere accompagnata verso soluzioni più stabili. L’obiettivo è quello di far recuperare autonomia, una rete di relazioni e accedere a percorsi di inclusione sociale, abitativa, formativa e lavorativa».
A partecipare al taglio del nastro, anche l’arcivescovo di Pesaro monsignor Sandro Salvucci, «ho visto crescere questa struttura perché è il percorso che faccio d’inverno. Ed è una bella soddisfazione essere qui oggi. Questa è una realtà già benedetta proprio per lo scopo che la anima», don Marco Di Giorgio, presidente della Fondazione Caritas Pesaro, insieme ai rappresentanti degli Ambiti territoriali sociali della provincia coinvolti nel progetto. Presenti anche i quartieri, tra cui il Q1 (Centro storico) e il Q10 (Villa San Martino), consiglieri comunali, gli operatori e i volontari di Caritas, quelli del gruppo comunale di Protezione civile e tanti cittadini.
L’intervento ha riguardato il recupero completo dell’ex sede della Polizia Ferroviaria, edificio da anni inutilizzato e in stato di degrado, trasformandolo in un centro polifunzionale dedicato all’accoglienza e ai servizi per persone in condizioni di grave marginalità. Il progetto ha previsto il rifacimento della copertura, l’efficientamento energetico con cappotto e nuovi impianti, la completa riorganizzazione degli spazi interni, l’abbattimento delle barriere architettoniche mediante una nuova rampa di accesso, la realizzazione di locali destinati all’accoglienza, agli ambulatori, ai servizi igienici, alle docce, agli spazi per operatori e volontari, oltre ai depositi, lavanderia e locali tecnici al piano seminterrato. È stata inoltre sistemata l’area esterna con un pergolato e nuovi spazi di sosta.
L’intervento è stato finanziato per 894.910,94 euro con fondi PNRR e per 74.259,77 euro con risorse dell’Amministrazione comunale, per un quadro economico complessivo di 969.170,71 euro. I lavori sono durati un anno e quattro mesi (iniziati il 19 febbraio 2025, conclusi il 25 giugno 2026).
RUP è l’architetto Maurizio Severini, dirigente del servizio Opere pubbliche e patrimonio del Comune di Pesaro. Direttore dei lavori, l’architetto Davide Geminiani, del servizio Opere pubbliche e patrimonio del Comune di Pesaro. Progettazione, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione sono stati curati dall’ingegner Mirko Falconi.
L’intervento è stato realizzato dalla Termo Group Srl con il coinvolgimento delle ditte subappaltatrici Mattucci Costruzioni Srl, Legnotech Srl, Impermeabilizzazioni Srls, Venemas Srl, Dama Controsoffitti, Gambrioli Intonaci Srl e Le.Ma di Boncristiano Massimo, oltre alle ditte subaffidatarie Venemas Srl, Tecnoplast Spa e Soluzioni Markaurelio Srl.
Da settembre la Stazione di Posta diventerà il punto di riferimento della rete dei servizi dedicati alle persone senza dimora e in condizione di grave marginalità, mettendo in un unico luogo accoglienza, ascolto, servizi, orientamento, sostegno ai diritti di cittadinanza e limitata ospitalità notturn
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