Pesaro celebra il Dantedì: Lectio di Gianni D’Elia sul Sommo Poeta

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Il  25 marzo prossimo ,giorno nazionale del Dantedì, nell’anno del 700esimo anniversario della morte di Dante (1321), un incontro online per presentare il programma con cui Pesaro partecipa alle celebrazione nazionali

PESARO – Il 25 marzo sarà il Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri istituita nel 2020 dal governo italiano proprio nella data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia. L’edizione 2021 è ancora più significativa perché avviene nell’anno del settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta (1321). Anche Pesaro celebra la ricorrenza portando il suo contributo alle tante attività previste in Italia e nel mondo.

Giovedì 25 marzo alle 17 in diretta streaming sui canali social del Comune, ‘PesaroXDante’, l’evento online che presenta le iniziative che la città metterà in campo per indagare lo sterminato universo creativo dantesco. Promossa dall’amministrazione comunale sotto l’egida di Pesaro Città che Legge, la proposta nasce grazie alla collaborazione di istituzioni e associazioni culturali cittadine. Il programma tiene inevitabilmente conto dell’emergenza sanitaria e proprio per questo viene lanciato ora a marzo ma si svolgerà in modo ampio e completo nel corso dei mesi fino alla stagione estiva.

L’incontro del 25 marzo sarà moderato da Marco Perugini Presidente del Consiglio Comunale, Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Bellezza, illustrerà le iniziative che compongono la proposta di ‘PesaroXDante’: mostre, maratone di lettura, incontri, attività in biblioteca, esperienze in Sonosfera®. In scaletta, gli interventi di: Brunella Paolini per l’Ente Olivieri che promuove in Biblioteca Oliveriana la mostra ‘Dante. Otto secoli di scritture. I luoghi, i commenti’, Marcello Smarrelli curatore del progetto espositivo della Pescheria ‘Light my fire. Dante e l’arte: una lunga storia d’amore’, David Monacchi, ricercatore, artista interdisciplinare e professore al Conservatorio Rossini, annuncia il progetto del Canto V dell’Inferno in Sonosfera® fruibile dal pubblico quando riapriranno i teatri, Lucia Ferrati – presidente dell’associazione ‘Le Voci dei Libri – presenta la maratona di lettura 100VociX100Canti e ‘A ragionar di Dante’, ciclo di 12 incontri in programma da marzo a maggio.

Momento clou del Dantedì pesarese l’imperdibile lectio su Dante del poeta Gianni D’Elia dal titolo ‘Cosa che disvia per maraviglia”-la matelda terrestre Dante e la poesia come apparizione della “cosa-vita’, incontro che inaugura la rassegna ‘A ragionar di Dante’. Per parlare di Dante, D’Elia partirà da una mirabile terzina su cui non si finirà mai di meditare, che racchiude il verso segreto:” e là m’apparve, sì com’elli appare/subitamente cosa che disvia/per maraviglia tutto altro pensare” (Purgatorio, XXVIII, vv.37-39 )…Ecco le intense parole di D’Elia: “Se nella Commedia il poeta come autore e viatore è il personaggio principale (Dante) insieme alla sua guida fino al Paradiso Terrestre (Virgilio), e se la Commedia è poi piena di poeti fin dal Limbo antinfernale (Orazio, Ovidio, Lucano, che seguono Omero) per arrivare ai poeti del Purgatorio come Stazio (XX) e Bonagiunta (XXIV) e i rimatori provenzali da Arnaldo a Giraldo, additati da Guido Guinizelli (XXVI), che ne è della poesia in se stessa? Non della poesia come bravura e fama del suo artefice umano, ma della poesia come figura vivente ed esistente nella sua essenza sensibile? Non la Beatrice celeste, ma l’altra… La poesia in se stessa è nella Commedia una pura apparizione, personificata da Matelda, la donna soletta che cammina e canta e raccoglie fiori al di là del fiume Letè, nel Paradiso Terrestre. Appare all’improvviso come sempre fa la poesia, come ogni cosa che distoglie dai propri pensieri e ci concentra sulla cosa stessa apparsa grazie alla meraviglia e al nostro stupore, ma anche al nostro spavento, come nella poesia infernale da Dante fino a Baudelaire e Pasolini…La cosa è la creatura”. “Cosa che disvia per maraviglia ” – endecasillabo esoterico e chiarissimo che indica l’eresia delle cose da ritrovare dentro l’impero delle immagini riprodotte e smerciate e consumate da tutti nel grande delirio contemporaneo”. Gianni D’Elia

“Conoscere e descrivere la mente di Dante sarà mai possibile?”, si chiedeva Giovanni Pascoli, grande dantista. La domanda è ancora aperta ma ciò che è certo è che Dante continua a sorprendere perché capace di dialogare con la storia, la geografia, la natura, la società, la politica, la religione, la lingua, la poesia, le arti figurative, la musica, il teatro e addirittura anche l’enogastronomia. “Dante è un piccolo bambino, continuamente stupito di quello che avviene a un uomo grandissimo; sono veramente «due in uno»”, affermava Umberto Saba. E infatti, la parola dantesca “nata per creare sogni per uomini svegli” è capace di destare maraviglia anche quando passa attraverso la “traduzione” delle arti contemporanee o della tecnologia d’avanguardia, come la riproduzione del suono in 3D. Una ricchezza di suggestioni che Pesaro accoglie seguendo le sue vocazioni culturali e mettendo a punto un calendario di grande qualità, digitale e in presenza.