PESARO – Fianchi opulenti, forme generose, grembo in procinto di dare inizio a una nuova vita: è così che siamo abituati a vedere rappresentare la Grande Dea, divinità primordiale assimilabile con l’archetipo di una matrona, madre concettuale e spirituale del clan, il cui culto è rilevabile sin dal Paleolitico. Ma in che cosa consisteva il suo culto, cosa si intende per “femminile sacro”, e quali sono le implicazioni della società mutuale neolitica?
giovedì 29 gennaio alle ore 18.00 nella Sala Pallerini di Palazzo Gradari a Pesaro. Un itinerario tra le voci di archeologi, filosofi, linguisti, storici e antropologi che nel corso delle loro ricerche hanno approfondito una tematica che affonda le radici in un passato ancestrale in costante dialogo con il nostro presente.
Marija Gimbutas, pioniera dell’archeomitologia, il linguista e filologo George Dumezil e lo storico delle religioni Kàroly Kerényi sono solo alcuni degli autori le cui opere sono state recentemente acquisite dalla Biblioteca Oliveriana, per costruire un percorso volto a esplorare e approfondire un immaginario simbolico, religioso e sociale attraverso il dialogo tra diverse discipline ed epoche.
Interventi a cura di Brunella Paolini, direttrice Ente Olivieri, e Frida Neri, consulente filosofico e curatrice della collezione recentemente acquisita.
L’evento è organizzato da Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani e gode del patrocinio del Comune di Pesaro. Ingresso libero fino esaurimento posti; per info 072133344, info@oliveriana.pu.it , 3384324889 (solo whatsapp).
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