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“Pittore si nasce, Pittore si resta”: la Mostra di Lanfranco Gambelli a Mombaroccio

MOMBAROCCIO (PU) – Presso Palazzo del Monte a Mombaroccio, il 5 ottobre prossimo, sarà inaugurata la mostra di quadri a olio “Pittore si nasce, Pittore si resta” di Lanfranco Gambelli (7 giugno 1921 – 2 novembre 2014). La nipote, la poetessa Monica Baldini presenta tale evento e ci fa conoscere meglio “nonno Lanfranco”.

Pittore per vocazione, lavoratore per attitudine, marito, padre, nonno. Tante le attività in cui si è dato da fare, i mestieri in cui si è cimentato e le opere che ha lasciato, segni tangibili e indelebili di cui i quadri sono lo specchio del suo animo volenteroso e generoso.

Quadri realizzati con pittura ad olio per la maggior parte e carboncino sul finire dell’età.

I temi che lo hanno ispirato sono le nature morte, la semplicità dei frutti della terra con riflessi di luci e ombre in composizione varie, le barche e il mare che vedeva dalla sua casa, fiori e vasi.

Nonno Lanfranco ha studiato all’Istituto d’Arte Apolloni a Fano, imparando tecniche di pittura e scultura poi ha lavorato molti anni come carpentiere, un lavoro duro e aspro in cui sempre ha usato le mani e che nonostante le difficoltà lo ha mantenuto fedele alla casa e alla famiglia.

Nonno aveva un carattere lungimirante, aperto alla fede e alla spiritualità, alle volte poco diplomatico e loquace senza timidezza. Un temperamento attivo ostile alla noia, propenso all’equità e all’unione.

Legato ai valori profondi della vita, alla terra, al cibo, risparmioso e umile, ha donato la sua personalità forte fino la fine, fungendo da pilastro per la famiglia.

Sono tanti i quadri che ha dipinto seduto su una seggiolina in soffitta, dove dall’alto, in uno spazio tutto personale, passava ore a realizzare ciò che il pennello e il cuore e la mente gli suggerivano insieme.

Poi abbozzava anche a penna su fogli in cucina quando rifletteva nei momenti morti.

Il disegno è stato per lui fare emergere la meraviglia dell’intimo che a parole restava interdetto. Come ogni artista, nelle tele esprimeva il suo talento nascosto, la luminosità di uno sguardo che sapeva cogliere oltre il visibile, percepire l’essenza e riproporla.

Devoto al Beato Sante, oggi realizziamo con piacere una mostra dei suoi quadri più belli proprio alle spalle del Santuario che lui amava, e speriamo di questo, sia grandemente felice.

A te nonno che tanto ci hai dato, rivolgiamo un pensiero di gratitudine e riconosciamo la bellezza della tua creatività, delle tue non sbiadite ma sempreverdi intense creazioni.

Monica Baldini

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Pubblicato da:
Monica Baldini
Tags: Mombaroccio

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