Il certificato medico parlò di spappolamento del fegato con transaminasi arrivate a 25mila quando il valore medio è di 40. A 24 anni dalla morte del figlio e dopo 6 archiviazioni dell’indagine, Francesco non si arrende, vuole far riaprire il caso e presentare una nuova istanza perché venga riesumata la salma e si accerti che Lorenzo è morto per aver avuto una dose massiccia di medicinali che lo hanno ucciso.
Accusa i vertici ospedalieri del tempo e chiede di accertare la negligenza e imperizia dello staff medico che curò suo figlio. “Non mi arrenderò mai”, ha ribadito Miccoli, pronto anche a intraprendere una causa civile.
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