MATELICA (MC)- Il 4 dicembre, a Matelica, i Carabinieri della Stazione, a seguito di una segnalazione giunta sul 112 NUE, sono intervenuti in località Sant’Anna-Braccano, in aperta collina e in una zona particolarmente impervia, dove era stato segnalato un uomo con chiari intenti suicidi.
Immediatamente i militari si sono recati sul posto unitamente al personale del 118 e, con non poche difficoltà, hanno raggiunto un uomo che, poco prima, aveva tentato di togliersi la vita impiccandosi con una corda ancorata al ramo di un albero. Tuttavia un cacciatore, che si trovava lì in zona in compagnia del suo cane, dopo aver notato la scena, ha soccorso immediatamente l’uomo, tagliando la corda alla quale era legato.
compresa la situazione che si è presentata ai loro occhi, hanno immediatamente riconosciuto in quell’uomo: N. M., ovvero il cittadino macedone fortemente sospettato del femminicidio della moglie avvenuto il giorno prima, 3 dicembre, in un’abitazione nella frazione Pianello Vallesina del Comune di Monte Roberto (AN), la cui identità è stata accertata dal controllo dei suoi documenti.
hanno permesso di appurare che l’uomo, dopo aver commesso l’omicidio della moglie, è fuggito a bordo di una Smart e dopo aver prelevato del denaro contante, si è reso irreperibile e ha girovagato tra le province di Ancona e Macerata nella speranza di sfuggire all’arresto.
Difatti, il macedone, ha raggiunto la località Sant’Anna-Braccano di Matelica con la propria autovettura e, dopo aver percorso una stradina imbrecciata, ha nascosto l’auto tra i rovi esistenti, mentre lui si è accampato, poco più in là, in una zona impervia ricavandosi un giaciglio tra due alberi.
Il macedone, tuttavia, credendo di aver scelto un luogo sicuro per la sua momentanea latitanza, non aveva fatto i conti con le serrate battute messe in campo dai Carabinieri. L’uomo, dopo essere stato sottoposto alle cure del caso e stabilizzato dal personale del 118, è stato trasportato presso l’ospedale di Camerino dove i sanitari, dopo tutti gli accertamenti del caso, lo hanno giudicato non in pericolo di vita. E’ stato poi dimesso.
L’uomo, quindi, è stato accompagnato negli uffici della Compagnia Carabinieri di Camerino dove gli è stato notificato il provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dall’A.G. di Ancona e, al termine delle formalità di rito, tradotto presso la Casa Circondariale di Ancona Montacuto, in attesa della convalida del fermo a cura dell’A.G. di Macerata.
I Carabinieri ricordano che le persone indagate sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione delle rispettive fasi del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
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