Marche vs gioco d’azzardo, tutte le battaglie della regione alla ludopatia

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ANCONA – Il gioco d’azzardo di per sé non è una minaccia alla salute delle persone o al loro equilibrio psicofisico. Lo diventa quando assume le forme di un’ossessione, di una necessità nella speranza di guadagnare denaro o di trovare un riscatto sociale. In questi casi è un pericolo da non sottovalutare, e che richiede tutta la tutela possibile. Soprattutto se a metterla a disposizione è un ente nazionale o locale. Il messaggio è passato in diverse zone d’Italia, e le Marche si sono adeguate alla realtà del nostro Paese, realizzando diverse mosse per salvaguardare i propri cittadini.

L’azione più rilevante è stata condotta dalla Regione con l’approvazione del piano per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio da Gap. Sul sito del Consiglio Regionale delle Marche il provvedimento prevede un forte investimento, reso possibile con i fondi regionali, per aiutare la cura e la riabilitazione dei ludopati.

Il progetto prevede la formazione di operatori per l’assistenza, oltre a un’assistenza per chi si è indebitato per la dipendenza dall’azzardo. Il piano verrà esteso a nuove tecnologie e social network, con un costo superiore ai 2 milioni di euro. Una cifra che può sembrare esagerata, ma viene resa necessaria dal costante aumento dei giocatori affetti dalla ludopatia. Un problema che riguarda anche, se non soprattutto, i disoccupati, e per questo quanto mai delicato.

La regione ha inoltre attivato un numero verde, l’800.012277 per assistere chi riconosce di avere una difficoltà in questo campo. Spesso infatti il gioco d’azzardo patologico è collegato a un isolamento dalla vita sociale, e un contatto umano può permettere di analizzare con più lucidità la situazione. La quantità di telefonate sarà monitorata per registrare la reale entità del problema, o almeno per averne un dato preciso. I dati con cui bisognerà confrontarsi sono i 346 casi di uomini e 60 di donne nel 2015, quando è stata diramata l’ultima rilevazione. Certo si rimane sotto la media nazionale, ma sottovalutare il problema potrebbe portare gravi conseguenze.

Sarà fondamentale anche proseguire il lavoro delle forze dell’ordine nel mantenere sotto controllo l’industria. Il gioco d’azzardo illegale è infatti una delle motivazioni maggiori della dipendenza. Scommettere lontano dal controllo statale consente di puntare cifre più alte senza dover rendere conto al fisco: il problema è che si ha a che fare con macchinari truccati, non soggetti alle leggi nazionali e quindi al payout stabilito.

A livello nazionale, sono state ben 1.075 le operazioni sospette segnalate sul gioco d’azzardo nella prima metà del 2017. Contro il riciclaggio lo Stato italiano ha imposto regole più severe agli esercenti, promettendo sanzioni fino a 10.000€ per gli esercenti che non dovessero conservare per almeno dieci anni i dati dei vincitori di cifre stabilite. Un modo per allontanare gli affari loschi dalle sale da gioco, e aiutare chi vuole soltanto divertirsi a non rendere le scommesse un’ossessione. Per chi dovesse essere già entrato nel tunnel della ludopatia, l’aiuto della regione può arrivare provvidenziale. Nelle Marche come in diverse zone d’Italia.

Fonti:

Consiglio assemblea legislativa regionale delle Marche

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