La parte del leone la faranno come di consueto gli Stati Uniti – primo importatore di vino marchigiano nell’extra-Ue – con il 38% del budget previsto; a seguire azioni importanti per mercati altrettanto rilevanti, come Canada (27% del plafond), Giappone (9%), Svizzera (5,2%) o per le piazze emergenti di Cina (15,4%) e Russia (5,5%). Per il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni:
“Prowein di Dusseldorf e Vinitaly di Verona, previsti tra marzo e aprile, saranno i primi 2 banchi di prova che affronteremo a livello regionale assieme ai partner del Consorzio vini piceni, con cui condividiamo percorsi di internazionalizzazione per la gran parte in favore di piccole e piccolissime imprese con produzioni di alta qualità. Un modo per fare squadra non solo tra aziende afferenti a una sola compagine associativa ma attraverso un unico grande brand del vigneto Marche. E questo aspetto – ha concluso Mazzoni – è ancora più significativo se si considera che proprio quest’anno si celebrano le nozze d’oro dei due principali prodotti regionali: il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Rosso Piceno”.
Nel solo 2017 il totale degli investimenti messi in campo dalle aziende socie Imt con i contributi comunitari (Ocm e Psr) hanno sfiorato quota 10 milioni di euro; di questi, 6,7 milioni hanno riguardato le tecnologie in cantina e l’ammodernamento dei vigneti, mentre 3,2 milioni di euro sono stati investiti per la promozione nell’Ue e nei Paesi terzi.
Sempre lo scorso anno il Consorzio ha inoltre coinvolto circa 200 imprese del vino in progetti promozionali legati all’Ocm (34) e ai Piani di sviluppo rurale (165). Nei primi 9 mesi del 2017 l’export marchigiano ha segnato una crescita del 4,7%, per un trend che nei 12 mesi supererà quota 50 milioni di euro.
L'Opinionista © since 2008 - Marche News 24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
n. reg. Trib. Pescara n.08/08 - Iscrizione al ROC n°17982 - p.iva 01873660680 a cura di A. Gulizia
Contatti - Archivio - Privacy - Cookie
SOCIAL: Facebook - X