Marche, Fase 2: simulazione protocollo estetiste e parrucchiere

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Effettuate due prove di ripartenza alla presenza di Ceriscioli e Bora al fine di verificare la validità  delle disposizioni anti Covid-19, previste  dal protocollo,  e sperimentare gli scenari operativi per riaprire in sicurezza

ANCONA –  La regione Marche  punta a riaprire le attività di parrucchieri, barbieri ed estetiste il 18 maggio in base ad un protocollo concordato con associazioni di categoria e autorità sanitarie.In tale ottica  rientrano  due simulazioni che si sono svolte ad Ancona,a cura delle associazioni di categoria Confartigianato e Cna, per sperimentarne l’applicazione in due saloni . Il presidente Ceriscioli ha partecipato alla verifica nel salone Amoa di via San Martino e l’assessora alle Attività produttive Bora a quella successiva che si è svolta nei locali del salone Stefania Team in via Cristoforo Colombo.

I tecnici della Regione Marche, il direttore generale di Asur Nadia Storti e i vertici regionali delle associazioni di categoria hanno operativamente verificato la validità delle disposizioni anti Covid-19, codificate dal suddetto  protocollo d’intesa .

Nel corso della simulazione, con alcune clienti e dipendenti, sono state concretamente messe in atto le forme di protezione e di contenimento del contagio e sono stati mostrati i percorsi per gli spostamenti sicuri all’interno dei negozi e la cartellonistica, che dovranno essere adottati in tutti locai al momento della riapertura.

“Prova superata brillantemente – ha detto il presidente Luca Ceriscioli – perché vedo dispositivi di sicurezza, cartellonistica informativa e strumenti per la sanificazione. Le dimostrazioni di questa mattina hanno messo in evidenza un’attenzione e un livello notevole, che deve essere lo standard per la ripartenza, con la consapevolezza per noi importantissima, che per riaprire bisogna trasmettere sicurezza, ai clienti e agli operatori. Le linee guida non esprimono la volontà di ostacolare le attività, ma piuttosto di creare un percorso con le giuste indicazioni giuste. Per la realizzazione di questo protocollo abbiamo agito in sinergia con le associazioni di categoria e la parte sanitaria. A questo punto la nostra responsabilità è di garantire che il livello dei contagi non cresca, la ripartenza di quella curva non ce la possiamo permettere”.

“Dalla fine di aprile – ha detto l’assessora alle Attività produttive Manuela Bora – le associazioni di categoria hanno chiesto un incontro urgente alla Regione facendo presente che stavano già lavorando su un protocollo di sicurezza e che c’erano già tutti i presupposti per poter ripartire, quindi abbiamo cominciato insieme con loro, abbiamo coinvolto l’ufficio Igiene della Regione Marche, che ha dato un contributo molto importante. Abbiamo deciso di sperimentare questa simulazione dal vivo visto che non ce n’erano altre a livello nazionale e così la Regione Marche può funzionare da apripista per vedere se il protocollo funziona effettivamente. Oggi direi che la simulazione è andata molto bene, per cui partirà una campagna di informazione su tutto il territorio regionale. Tutti gli operatori di questo settore hanno dimostrato una grande voglia di riaprire insieme con la consapevolezza della estrema delicatezza di questo momento, quindi la volontà di riaprire in sicurezza non solo per i dipendenti ma anche per le clienti”.

“Sono molto soddisfatta – afferma il direttore generale Asur Nadia Storti – perché questo è il frutto del lavoro svolto insieme tra le categorie, la Regione Marche, l’Asur, i servizi competenti. Abbiamo insieme costruito un protocollo che possa dare sicurezza sia ai lavoratori, sia ai clienti. Nel sistema che abbiamo creato non ci sono controllato e controllore, ma c’è la volontà di tutti di far ripartire questa nostra regione e questa nostra economia. E’ un segnale importante sia da un punto di vista sociale che economico”.

In base al protocollo, durante la fase di emergenza e fino a nuove disposizioni, per evitare gli assembramenti delle persone, l’orario di lavoro si svolgerà dalle 8.00 alle 21.30, con possibilità di estenderlo anche nei giorni festivi e su turnazione.

Le attività si organizzeranno esclusivamente su appuntamento, sempre con il rispetto delle distanze di sicurezza e con l’uso di appropriati dispositivi anti contagio.

Sarà obbligatorio l’uso della mascherina chirurgica per il lavoratore e per il cliente, con scrupolosa cura per l’igiene delle mani.

Ogni dipendente seguirà e gestirà lo stesso cliente in tutte le fasi della lavorazione, per evitare promiscuità all’interno della struttura.

Sono previste disposizioni specifiche per i saloni di acconciatura che non dispongono di spazi chiusi in cui ospitare un solo cliente per operatore.

Misure aggiuntive varranno per i centri estetici, come l’utilizzo di scarpe, camici, teli monouso, mascherine a presidio medico e un’accurata sanificazione dei lettini.