Macerata, tornano in diretta streaming i Concerti dell’Orto

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MACERATA – Ritornano, in diretta streaming, i Concerti dell’Orto organizzati dall’Associazione Nuova Musica con il sostegno del Comune di Macerata, dell’Università di Macerata e il supporto dell’Associazione Arena Sferisterio.

“Lasciamo per questa volta l’Orto dei Pensatori – interviene il direttore artistico Gianluca Gentili – che ci ha accolto nelle scorse estati insieme ad un numerosissimo pubblico che contiamo di incontrare di nuovo anche se a distanza. Seppur con le note limitazioni, abbiamo deciso di proporre l’edizione di quest’anno trasmettendo su youtube i due eventi dall’auditorium dell’Asilo Ricci di Macerata che da qualche anno ospita l’ultimo concerto della Rassegna di Nuova Musica.”

“Questi due concerti – interviene l’assessore Katiuscia Cassetta – ci avvicinano al Natale. Un modo alternativo per ascoltare e vivere la musica e la sua poesia. Purtroppo non in presenza ma ringraziamo per aver trovato tutti insieme una soluzione per offrire comunque ottimi momenti di musica.”

Il festival, pensato per un pubblico esclusivamente online https://youtu.be/W_cQhKemKeQ, inizierà sabato 28 novembre alle ore 19 con il celebre bandoneon di Daniele di Bonaventura che “dialogherà” con le parole di Angelo Ferracuti.

Lo scrittore fermano presenterà il suo lavoro Mario, non ci resta che l’amore dedicato al fotografo Mario Dondero. Il libretto, arricchito dalle illustrazioni di Giuditta Chiaraluce e stampato in 100 esemplari per le edizioni Volatili, è il ritratto di un artista raccontato da chi ci ha camminato a fianco per un pezzo di strada. Piccoli frammenti di una vita inesauribile.
Angelo Ferracuti, che ha pubblicato con le case editrici Transeuropa, Ediesse, Guanda, Rizzoli, Mondadori, Chiarelettere, ha vinto il Premio Sandro Onofri con Le risorse umane (Feltrinelli, 2006) e il Premio Lo Straniero con Il costo della vita (Einaudi, 2013, con un inserto fotografico di Mario Dondero,). Collabora con il Manifesto, Lettura del Corriere della Sera, Venerdi di Repubblica, Left, e ai programmi di Radio3.

Daniele di Bonaventura, compositore-arrangiatore, pianista-bandoneonista, ha pubblicato più di 90 dischi con le etichette discografiche ed edizioni: Via Veneto Jazz; Philology, Manifesto, Felmay, Amiata Records, Splasc(H), World Music, CCn’C Records; per la Harmonia Mundi un lavoro per bandoneon e quartetto d’archi intitolato Sine Nomine. Le ultime collaborazione sono quelle con Miroslav Vitous, che lo ha chiamato a partecipare all’ultimo cd intitolato Universal Syncopation II, vincitore del German Critics Prize (Preis der deutschen Schallplattenkritik) come miglior album dell’anno 2007, pubblicato dalla prestigiosa etichetta tedesca ECM. Sempre per la ECM ha pubblicato l’ultimo lavoro intitolato Mistico Mediterraneo, un’opera condivisa con il gruppo vocale còrso A Filetta e Paolo Fresu. Nel 2014 ha collaborato alla colonna sonora del film Torneranno i prati diretto da Ermanno Olmi. A marzo 2015, sempre per la ECM, ha pubblicato il cd in duo con Fresu intitolato In Maggiore ed in contemporanea il film-documentario Figure musicali in fuga del regista Fabrizio Ferraro in cui vengono ritratti i due musicisti durante la sessione di registrazione a Lugano insieme a Manfred Eicher.

Domenica 29 novembre, sempre alle ore 19, sempre on line https://youtu.be/KnkI9eqPZLQ, sarà la volta del collettivo MacchineNostre formato da Paolo F. Bragaglia, Alberto Napolioni, Agostino Maria Ticino e Riccardo Pietroni. Progetto unico che unisce musicisti e compositori dalle diverse estrazioni le cui produzioni si basano esclusivamente su strumenti elettronici (vintage e non) realizzati nelle Marche, la regione da cui i membri del collettivo provengono.
Un progetto “localizzato” dove c’è l’evocazione dei fantasmi imprigionati in queste vecchie, affascinanti macchine, con i loro suoni fuori dal tempo, ma c’è anche e soprattutto la volontà di costruire a partire da questi un discorso musicale inusuale, contemporaneo e contaminato. Il live set è una vera e propria Jam session su di un palco disseminato di sintetizzatori e drum machines vintage, degno di un act di cosmic music degli anni ’70.