è scaturita dall’assalto avvenuto lo scorso 27 ottobre, quando sul tratto autostradale A14 nel territorio di Porto Recanati (MC), un commando armato composto da almeno 10 persone a bordo di 5 autovetture risultate in seguito provento di furto, ha assaltato due furgoni blindati portavalori della società di vigilanza “Vedetta 2 Mondialpol”, uno dei quali trasportava denaro contante pari a circa 2.900.000 euro.
I malviventi, tutti con passamontagna, dopo essersi avvicinati ai furgoni portavalori (partiti dalla sede operativa di Jesi e diretti al caveau di Civitanova Marche (MC), aver sparso chiodi a tre punte e fatto mettere per traverso un autoarticolato per evitare l’intervento delle forze dell’ordine, hanno esploso diversi colpi d’arma da fuoco con kalashnikov all’indirizzo dei blindati. Dopo aver costretto i mezzi pesanti ad arrestare la propria marcia i rapinatori hanno utilizzato dell’esplosivo per cercare di far deflagrare la cassaforte custodita all’interno di uno dei mezzi tramite il posizionamento di un vero e proprio ordigno sulla fiancata del mezzo.
Nell’immediatezza 3 soggetti, sempre del cerignolano, sono stati arrestati in flagranza di reato per tentata rapina aggravata in concorso e tentato omicidio, dai Carabinieri del Comando Provinciale di Macerata, dopo esser stati rintracciati appena fuori dal tratto autostradale e attualmente si trovano ristretti presso Case Circondariali in attesa di giudizio.
Contestualmente agli arresti in flagranza sono state avviate, d’urgenza, le indagini da parte degli uffici investigativi specializzati dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato che hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni indagati grazie ad analisi dei tabulati, visione delle immagini delle telecamere, esito degli specifici sopralluoghi e analisi del DNA da parte del RIS di Roma, della SIS del Reparto Operativo dei Carabinieri di Ancona e della Polizia Scientifica riuscendo a ricostruire i ruoli e le condotte degli indagati nell’assalto ai furgoni portavalori.
atteso che l’assalto è avvenuto con tecniche paramilitari e manifestando quella forza di intimidazione tipica delle associazioni criminali mafiose. Infatti, l’azione di fuoco è avvenuta in pieno giorno, con l’utilizzo di armi da guerra e di esplosivo, in totale disprezzo per le sorti di ignari automobilisti e, addirittura, esplodendo diversi colpi di AK 47 all’altezza del parabrezza del mezzo (fortunatamente blindato) attentando alla vita delle guardie giurate; a tal riguardo è stato contestato altresì il delitto di tentato omicidio.
Infine, le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori, corroborate da accertamenti, hanno permesso di comprendere come queste batterie di assaltatori abbiano operato in stretta sinergia e agevolando l’operatività delle famiglie mafiose pugliesi.
In particolare, secondo quanto delineato dagli organi inquirenti, ricostruzione avallata dal competente GIP, i gruppi criminali specializzati negli assalti ai portavalori o ai caveau degli istituti di vigilanza operano previo il nulla osta delle famiglie mafiose pugliesi o addirittura su “invito” delle stesse.
nonché finanziano economicamente l’azione criminale (anticipazione delle spese per le trasferte, per il noleggio di autovetture, acquisto di cellulari dedicati ecc.) e danno supporto e copertura logistica in ogni fase della rapina, il tutto a fronte di una percentuale consistente del ricavato dell’assalto.
I proventi delle rapine, come raccontato dai diversi collaboratori sentititi, vengono investiti in altre attività illecite, come ad esempio l’acquisto di partite di stupefacenti, reimpiegato nell’acquisizione di attività commerciali quali, ad esempio, ristoranti o attività di giochi e scommesse o utilizzate per il sostentamento delle famiglie dei consociati che si trovano in stato di detenzione.
In osservanza delle disposizioni del decreto legislativo 8 novembre 2021 n. 188, si rappresenta che il procedimento penale è in fase di indagine preliminare e che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda di seguito riferita sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
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