C’era tanta gente oggi, 1 dicembre, per il taglio del nastro del restaurato palazzo: autorità come il maggiore Luigi Ingrosso dei Carabinieri e il capitano Emilio Fuscellaro della Guardia di Finanza, il sindaco Romano Carancini con la giunta al completo, il presidente dell’APM Giorgio Piergiacomi con il direttore Stefano Cudini e lo staff tecnico e amministrativo, l’arch. Pierluigi Salvati della Soprintenenza delle Marche, l’ing. Tristano Luchetti del Comune e il suo staff tecnico e di progettazione dell’intervento. Ma soprattutto c’erano tanti maceratesi affezionati a questo storico edificio, situato lungo la via che congiunge il centro storico alla stazione, che hanno voluto vedere la sua rinascita, la sua trasformazione e il suo splendore.
Grande soddisfazione per il sindaco Romano Carancini, che ha salutato i presenti nella grande sala, un tempo palestra e prossimamente front office dell’APM.
“L’APM è onorata di avere una sede così prestigiosa – ha detto il presidente Giorgio Piergiacomi. – E’ per noi un ritorno a questi spazi che ci hanno già ospitato diversi anni fa, prima dello spostamento nella palazzina dell’ex distretto militare. Da allora l’APM è cambiata. E’ cresciuta nella qualità e nelle dimensioni. Lavoreremo ancora perché questa crescita prosegua e ringrazio i precedenti presidenti che hanno permesso di gettare le basi di un’azienda oggi solida”.
Il Palazzo Exgil, un tempo sede della “Casa del Balilla” si deve all’arch. Mario Ridolfi che lo progettò nel 1933 e fu inaugurato nel 1935.
“E’ un edificio – ha spiegato l’arch. Pierluigi Salvati della Sovrintenenza – che nasce nel regime ma che si colloca al di fuori, gettando le basi per la modernità, grazie alla sua razionalità. L’edificio, così recuperato, lega Macerata all’Europa e all’architettura mondiale del secolo scorso”.
Significativo il conio di un nuovo nome per il palazzo, come ha spiegato il sindaco Carancini. “Si chiamerà non più ex G.I.L., ma Exgil. Un nome che tiene conto del suono della precedente parola e della sua riconoscibilità nella storia, ma che dà il senso della rigenerazione e nella rifioritura dello stesso nella città.”
Il recupero del Palazzo Exgil ha richiesto un investimento di 2milioni e 450 mila euro e ha riguardato interventi per il consolidamento statico, la razionalizzazione degli spazi per la destinazione a uffici. Sono poi stati eseguiti lavori di drenaggio e impermeabilizzazione, sistemazione della copertura, degli interni e degli intonaci. Sono state riportate ai colori originari le tinte, recuperati gli originali infissi in ferro e restaurate le porte anch’esse originali.
Il progetto di recupero, realizzato in stretta collaborazione con la Soprintendenza e eseguito dalla ditta Pensi, è stato coordinato dal dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Macerata, l’ing. Tristano Luchetti, su progetto degli architetti Luigi Pavoni e Giulia Paoloni, insieme ai geometri Emerson Breccia e Massimo Micozzi dell’ufficio Tecnico comunale.
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