Macerata

Macerata Opera Festival: bilancio positivo per l’edizione 2026

L’Opera esce dallo Sferisterio e incontra la città: 600 partecipanti alle iniziative di inclusione

MACERATA – Tempo di bilanci per la 62esima edizione del Macerata Opera Festival. I numeri lusinghieri registrati al botteghino non sono l’unico dato positivo da rilevare per la stagione che si è appena chiusa allo Sferisterio contribuendo alla promozione della Città a livello nazionale ed internazionale. A questi si aggiunge infatti il pieno di presenze ottenuto dagli appuntamenti di “InOpera” e “Trovatore Audiotour”, iniziative di punta del cartellone ExtraMof, pensate e realizzate dal Comune di Macerata – Assessorato alle Politiche Sociali in collaborazione con l’associazione Arena Sferisterio, per portare l’Opera ad incontrare la città.

Dieci eventi, di cui sette audiotour dedicati al capolavoro verdiano e tre appuntamenti di “In Opera live”, concerti ispirati alle opere in cartellone che si sono svolti nella cornice di Piazza Limadou, per un totale di circa 600 partecipanti.

“Iniziative pensate per avvicinare la lirica anche a quelle persone che, per condizioni economiche, sociali, ambientali o per la presenza di una disabilità, possono incontrare maggiori difficoltà nell’accesso alle opportunità culturali – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Pari Opportunità e Welfare Culturale Francesca D’AlessandroIl progetto ha portato l’opera fuori dai luoghi tradizionali della rappresentazione, creando occasioni di incontro e partecipazione rivolte all’intera comunità.

Durante i concerti in piazza Limadou le arie erano accompagnate da una spiegazione filologica dei testi, dei personaggi, delle vicende narrate e della storia dei compositori in una vera e propria esperienza di conoscenza e avvicinamento all’opera lirica coadiuvato dall’interprete Lis e da una performance artistica a beneficio delle persone non udenti. A questi si sono aggiunti tre appuntamenti nella casa di riposo Villa Cozza.

“L’obiettivo – continua D’Alessandro – era portare la musica e la cultura anche all’interno di un luogo di vita quotidiana per molti cittadini, abbattendo una barriera di tipo fisico e rendendo possibile la partecipazione anche a chi non avrebbe potuto recarsi allo Sferisterio”.

Significativo inoltre il percorso dedicato ai giovani, con la realizzazione di tre tirocini di inclusione sociale rivolti alle giovani maschere impegnate durante la stagione lirica.

“Un’esperienza che ha permesso di declinare concretamente il principio dell’inclusione sul piano lavorativo e formativo – specifica l’assessore d’Alessandro – trasformando lo Sferisterio in un luogo di opportunità, crescita e partecipazione. La cultura è davvero patrimonio di una comunità quando riesce a raggiungere anche chi rischia di rimanerne escluso.

Come Amministrazione abbiamo voluto affiancare alla straordinaria dimensione nazionale e internazionale della nostra stagione lirica una precisa responsabilità nei confronti della nostra città. Non volevamo semplicemente portare l’opera fuori dallo Sferisterio, ma costruire occasioni concrete perché più persone potessero sentirsi parte di questa esperienza. È questa, la vera sfida: fare della cultura uno strumento di partecipazione, di inclusione e di pari opportunità, perché la crescita del territorio sia una crescita realmente condivisa, di tutti e di ciascuno”.

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Redazione Marchenews24

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