Lunedì 9 marzo, ore 21:30, la dodicesima edizione di Mount Echo’ salirà sul palco del Circolo Dong (Piazzale Mercurio,35) di Piediripa, a Macerata, una rassegna che continua a dimostrare come la provincia possa essere l’avamposto più avanzato della ricerca sonora internazionale.
non è una musicista nel senso accademico o tradizionale del termine. Ex giornalista politica con radici divise tra Berlino e Bristol, ha saputo trasferire nel perimetro del suono la stessa urgenza analitica e lo sguardo spietato della cronaca. Il suo è un percorso che affonda le radici in un esordio diventato istantaneamente di culto nel 2010, quando sotto l’ala protettrice di Geoff Barrow dei Portishead diede vita a un’estetica sonora unica. Quella voce profonda e distaccata, spesso paragonata a una versione post-punk e brutale di Nico, è diventata negli anni il vessillo di un’artista multidisciplinare capace di navigare tra femminismo, poesia e sperimentazione visiva, collaborando con giganti del calibro di Tricky o del Soundwalk Collective.
La vera gemma di questo appuntamento marchigiano è la presentazione del materiale legato a Father Mother Brother Sister, l’ultima fatica cinematografica del leggendario Jim Jarmusch. Anika non si è limitata a firmare la colonna sonora, ma ne è co-autrice insieme al regista statunitense, siglando un connubio estetico che promette atmosfere cupe, dilatate e profondamente narrative. Sarà come assistere alla proiezione di un film che prende vita attraverso il suono, trasformando lo spazio del club in un set d’autore dove il silenzio pesa quanto la nota più distorta.
A quattro anni dalla sua ultima, memorabile apparizione italiana, l’artista torna per presentare il suo terzo lavoro in studio, Abyss, pubblicato per la prestigiosa etichetta Sacred Bones. Sul palco non sarà sola, ma scortata da una sorta di “all-star band” del sottobosco underground mondiale: Martin Thulin (già nei Crocodiles ed Exploded View) e Tomás Nochteff (mente dei Mueran Humanos). Insieme, questo trio d’eccezione promette di iniettare linfa vitale nelle sonorità krautrock e dub che hanno reso Anika un’icona generazionale, muovendosi tra il nichilismo degli esordi e la stratificazione sonora complessa della maturità.
Per chi volesse arrivare preparato a questo rito collettivo, il consiglio è quello di ripercorrere la sua discografia partendo dall’omonimo debutto del 2010, passando per le riflessioni politiche di Change del 2021, fino alle derive oniriche dell’ultimo Abyss. È un percorso necessario per comprendere come Anika sia riuscita a trasformare il rumore bianco in uno strumento di ordine nel caos contemporaneo.
L’appuntamento è fissato per lunedì 9 marzo alle ore 21:30, con apertura dei cancelli prevista per le 20:30. I biglietti per il posto unico in piedi sono disponibili al costo di 20 euro più commissioni sul circuito Vivaticket. Un consiglio per i neofiti: al Circolo Dong non cercate la prima fila per scattare foto. Posizionatevi a metà sala, dove le frequenze basse di Nochteff possono vibrare indisturbate, chiudete gli occhi e lasciatevi attraversare. La musica di Anika non è intrattenimento; è un’esperienza che si subisce nel senso più nobile del termine, un abisso magnetico da cui uscirete inevitabilmente diversi.
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