
Dal 15 novembre al 31 gennaio 2026, nell’Ecomuseo di Villa Ficana le fotografie di Antino Cervigni invitano a guardare con occhi nuovi il legame tra le creature e il l’ambiente e a cogliere quanto fragili e vitali siano gli equilibri naturali
MACERATA – Nel cuore del borgo di terra cruda di Villa Ficana, l’Ecomuseo ospita la mostra fotografica “Il respiro della terra” di Antino Cervigni, un viaggio visivo e poetico tra cielo e paesaggio, tra materia e leggerezza. Dal 15 novembre al 31 gennaio 2026, le immagini dell’autore accompagneranno i visitatori in un percorso che intreccia natura, memoria e sostenibilità.
La mostra rientra nel progetto dell’Ecomuseo “ATTERRATI! SPIN OFF”: non c’è un bando e non c’è un regolamento perché di tanto in tanto è l’Ecomuseo a proporre un artista.
Il termine Spin-Off
è preso in prestito dalle serie tv e dai telefilm: è un’opera sviluppata a partire da un’opera principale, tipicamente un prodotto audiovisivo nato da una serie televisiva, un film o un fumetto, che mantiene l’ambientazione dell’opera originale ma narra storie parallele focalizzando l’attenzione su personaggi diversi, spesso marginali nell’opera di riferimento.
“Le storie parallele ma ugualmente importanti che vogliamo raccontare – affermano gli operatori dell’Ecomuseo – riguardano persone, amici, conoscenti che gravitano o che sono passati nella nostra sfera d’azione, lasciandoci qualcosa da narrare e far conoscere”.
Dalla sala operatoria agli appostamenti in natura, Cervigni ha trasformato la precisione del
chirurgo nella pazienza del fotografo. Viaggia per osservare l’avifauna in Italia e nel mondo, con un’attenzione speciale ai comportamenti — corteggiamenti, migrazioni, cure parentali, dinamiche predatorie — e un’etica rigorosa di rispetto degli habitat. Il suo linguaggio visivo è essenziale e misurato: sfondi puliti, luce radente di alba e tramonto, tempi lenti per la posa e rapidi per l’azione, palette naturali prive di artifici. La post-produzione è minima: ciò che l’occhio vede è ciò che l’immagine restituisce.
Nel borgo di case in terra cruda, le fotografie dialogano con la materia e il silenzio del luogo. Le cromie calde della terra incontrano i verdi, i gialli e gli azzurri dei piumaggi, in un equilibrio visivo che riflette la relazione profonda tra uomo e ambiente.
Come scriveva Rachel Carson in Primavera silenziosa: “Gli uccelli sono il respiro stesso dei campi e delle selve: quando essi tacciono, la terra diventa muta”.
Gli scatti di Cervigni restituiscono proprio quel respiro: l’eco vitale che lega le creature al paesaggio.
Gli uccelli, nati dal fango, dall’acqua e dalla paglia, diventano messaggeri di bellezza e fragilità, simbolo di una vita che si rinnova nonostante tutto. Tra le mura di Ficana — memoria di fatica e resilienza contadina — il volo si fa metafora di continuità: il cielo si riflette nella terra, e la materia più umile si trasforma in poesia.
La mostra è un invito a guardare con occhi nuovi il legame profondo che unisce le creature al mondo che le accoglie, ricordando quanto fragili e preziosi siano gli equilibri naturali che sostengono la vita.
Orari di apertura: Lunedì – Venerdì: 9.00 – 13.00. Aperture straordinarie ore 15.00 – 19.00:
novembre – sabato 15 e 22 | dicembre – sabato 13 e 20 | gennaio – sabato 17 e 24Info: Centro Visite Ecomuseo Villa FicanaBorgo Santa Croce 89, Macerata0733 470761 | museovillaficana@gmail.com