Macerata, concluse le attività del laboratorio “Arti in gioco”

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Il laboratorio è stato  organizzato da Comune e cooperativa il Faro nell’ambito del Progetto G.O.A.L.S. al fine di contrastare il disagio giovanile e potenziare le relazioni intrafamiliari

MACERATA – La creatività dei bambini e l’esperienza degli adulti hanno fatto da sfondo, per quattro sabati pomeriggio, nei mesi di novembre e di dicembre, a Batti 5, un coloratissimo laboratorio intitolato Arti in gioco, organizzato nell’ambito delle azioni promosse dal progetto G.O.A.L.S di cui il Comune di Macerata, con l’Area famiglia dei Servizi sociali, è partner in collaborazione con la cooperativa Il Faro, ente capofila.
All’ultimo appuntamento, presenti poche coppie genitore – figlio per volta, per evitare assembramenti e distribuirsi bene nell’ampio spazio del Centro per la Famiglia di via Indipendenza messo a disposizione dal Comune, ha portato il proprio saluto il vice sindaco e assessore ai Servizi sociali Francesca D’Alessandro.
“Il Comune ha voluto investire sulla costruzione di spazi dedicati al gioco creativo tra genitori e bambini – interviene l’assessore D’Alessandro – al fine di rafforzare le relazioni intrafamiliari. La famiglia è al centro dell’azione amministrativa in tutte le sue dimensioni e in tutte le sue fasi”.
Nel corso degli incontri Michela Pennesi e Anita Perotti hanno condotto adulti e bambini alla scoperta del Sé artistico ed espressivo che è in ciascuno di noi, stimolando la fantasia con immagini e letture, musica e pennelli.
Il progetto G.O.A.L.S., un modello innovativo d’intervento nato per contrastare il disagio giovanile e rafforzare il ruolo genitoriale, propone una serie di azioni volte a prevenire e contrastare i fenomeni di dispersione e abbandono scolastici nei territori di Macerata, San Benedetto del Tronto, Grottammare, Civitanova Marche, Fermo e Porto San Giorgio, intervenendo nella fascia di età 11 – 17 anni.
Un progetto su misura per ciascun territorio che ha l’obiettivo di costruire una comunità educante capace di dimostrare che è possibile fronteggiare più efficacemente ed efficientemente i problemi se gli attori chiamati a interagire coi ragazzi congiungono i propri sforzi e fanno rete.