‘L’estate, che strutture’ di Monica Baldini

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FANO – Estate, calore, odore, ritmo che danza e suona sugli alberi, che vibra e trascende la durezza dell’inverno e il candore primaverile.
Sembra una savana dove si cerca il fresco, la città assolata deserta, sembrano concittadini le cicale che friniscono, i cinguettii e le rondini che garriscono.
Sembrano tutti in estatica dimensione che celebrano giorni caldi ma ricchi di freschezza, di colore, di frutti e fiori che sbocciano e crescono.
Non sia mai l’estate, stagione di tristezza poiché il seme per maturare ha da rafforzarsi e nei suoi lineamenti, nelle terrazze fiorite, nelle spighe che s’accendono e nei girasoli che fumigano di giallo volto all’alto in distese ondulate, la chiassosa natura crea una compagine di compagnia senza sosta.
Di pomeriggio, di mattina, di sera le lucciole brillano e riempiono la vista lasciando a riposo l’udito. Il tatto tende la mano sui petali morbidi e il gusto si scioglie in zuccherose polpe.
Tre anziani parlottano tra loro in un rigagnolo di sentiero che lambisce il campo sotto rami ed alberi e sono riempiti in ogni lato di verde. Discutono, sono colmi di serena quiete e s’affacciano sul lavoro che attendono.
Poi la coppia che porta a spasso il cagnolino e chi fa jogging. Chi cammina, chi ascolta, chi legge sul terrazzo, chi parla in casa e chi esce.
Chi è arrivato in camper e si è appostato sull’unico quadrato di cemento vicino il piccolo accenno di boschetto. Chi sarà invece a riva o sul lettino, penso mentre scivolo nell’aria delicata dell’ombra che si alterna alla luce dei raggi che illuminano la terra.
C’è tempo per dedicarsi al riposo, per immergersi nella bellezza, per riflettere e abbracciare l’intorno che è uno spettacolo.
Persino sul ponticello, l’albero timidamente e con eleganza si è spinto a cingere i due lati con un suo braccio disteso pieno di foglie tenere e fiori lilla come a passare sotto un tetto che fa decoro e orna di cornici, di punti luce, di scintille la coltre stellata, lunare nelle sere. Appaiono architetture straordinarie da ammirare e imitare.
Ogni cosa prende mutamento, movimento e si abbiglia d’estate con il suo miglior vestito.
Sono attimi che addentarci conducono ad un altrove, di stupore, coscienza, consapevolezza e restano a formare sulla pietra, l’edificio del vivere che si edifica nel sapere.