Dal 5 al 21 settembre Hangartfest 2025, un festival diffuso tra arte, territori e nuove visioni che propone 24 appuntamenti
PESARO – Dal 5 al 21 settembre torna a Pesaro Hangartfest, il festival di danza contemporanea sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione Marche e dal Comune di Pesaro, che inaugura la sua XXII edizione e apre un nuovo triennio progettuale (2025–2027) con il rinnovato sostegno del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo.
Il programma, distribuito su tre weekend e due settimane, propone 24 appuntamenti tra prime assolute e nazionali, coproduzioni, progetti speciali, repliche ed eventi fuori programma, confermando il festival come punto di riferimento per la sperimentazione coreografica e il sostegno ai giovani talenti.
A caratterizzare Hangartfest è da sempre la capacità di fondere ricerca artistica e linguaggi contemporanei, con una particolare attenzione all’innovazione tecnologica e ai nuovi scenari delle performing arts.
Il cambiamento come frutto della condivisione e della partecipazione è uno dei temi cardine del Festival, sviluppato anche nei percorsi di audience engagement, curati da Paolo Paggi e Masako Matsushita.
Il cuore del festival batte alla Maddalena – Centro Arti Performative, ex chiesa recentemente riqualificata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, oggi spazio versatile e votato alla creazione. Qui si aprirà il cartellone con numerosi debutti, accogliendo artisti di rilievo internazionale e nuove voci della scena emergente.
Ma Hangartfest è anche un festival diffuso, che anima i luoghi simbolici della città e li trasforma in spazi di dialogo tra pubblico e creazione contemporanea: dal Museo Nazionale Rossini al Salone Antonia Pallerini di Palazzo Gradari, fino alla suggestiva Villa Imperiale, che per il terzo anno ospita performance site-specific nella bellezza del Parco San Bartolo.
Dal centro alla natura, il Festival si estende anche nell’entroterra grazie alla collaborazione con Fe.M – Festival di Microarchitettura, avviata nel 2024. Le performance raggiungono così Piobbico e Lunano, offrendo un’immersione artistica nei paesaggi dell’Appennino marchigiano. Fe.M, ideato dagli architetti Alice Cecchini e Roman Joliy (Atelier Poem) insieme a Marco Dini (Wooden Houses), punta a valorizzare l’identità del territorio attraverso installazioni effimere di microarchitettura, concepite come spazi da abitare, attraversare, attivare.
Hangartfest si conferma così un festival dal respiro ampio, capace di riattivare spazi, coinvolgere comunità e portare la danza contemporanea oltre le soglie del teatro, nel cuore della città e del territorio.
Programma
L’inaugurazione, il 5 settembre alla Maddalena, è affidata a Sebastian Zuber con HONEYMOON, assolo che intreccia danza contemporanea e linguaggi multimediali, in collaborazione con il TanzHaus di Basilea. Il giorno seguente, al Museo Nazionale Rossini viene proposta la performance MUSE di Marta Bevilacqua e la Compagnia Arearea che unisce danza contemporanea e memoria storica.
Tra i progetti di coproduzione, spiccano i lavori dei coreografi residenti 2025–2027: Michele Ifigenia Colturi che debutta con ATTEONE, PROLOGO e CUMA, esplorazioni intense e visionarie del mito classico e Lucia Mauri che presenta OSOM – Out of Sight, Out of Mind?, un viaggio sensoriale tra luci, suoni e video che coinvolge attivamente lo spettatore.
La settimana successiva la Maddalena accoglie BIANCO S di Masako Matsushita, con micro sculture di Antonella Sabatini, immagini di Elio Mazzacane e poesie di Laura Pugno: un paesaggio emotivo sospeso tra vita e non-vita.
Il festival prosegue con EVES di Tommaso Monza e Claudia Rossi Valli, dove danza e astrofisica dialogano in un racconto che attraversa buchi neri e supernove, con CLUB, performance tutta al femminile selezionata dalla rete Giacimenti e scelta dal gruppo di spettatori coinvolti nel progetto di sensibilizzazione “Explorer” e con l’anteprima di THE GREAT CUCUMBER di Mario Coccetti, assolo coreografico potente e ironico sulla fallocrazia.
Non mancano performance site-specific come FITTING al Salone Pallerini, e ritorni attesi, tra cui ARSURA di Rhuena Bracci e Marco Valerio Amico, vincitori del Premio UBU 2024 con REDRUM. Tra le prime assolute, KOR di Olimpia Fortuni e Michela Paoloni che esplora il corpo come spazio relazionale, mentre VACUUM di Ilenia Romano rilegge il mito di Elena di Troia.
Nella seconda settimana, spiccano: IL SALE E IL PANE di Marisa Ragazzo e Omid Ighani di Dacru per Naturalis Labor, GOOD VIBES ONLY di Francesca Santamaria ed RMX di Pietro Angelini che riflettono sull’identità digitale, mettendo in dialogo reale e virtuale.
Nell’ultimo weekend arriva da Losanna HIGH SEASON, creazione di Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo sulle Quattro Stagioni rivisitate da Max Richter per celebrare i 30 anni della Compagnia Linga.
Il festival si chiude il 21 settembre con due eventi: nel pomeriggio ELASTIC EMPATHIC a Villa Imperiale, firmato da Frey Faust e Francesca Pedullà, e in serata, alla Maddalena, con l’ironia di INSECTUM IN PESARO di Silvia Gribaudi e Tereza Ondrová.
Nell’entroterra, le collaborazioni con il Fe.M Festival portano Melissa Brutti ad esibirsi a Lunano e Giulia Torri a Piobbico, valorizzando il dialogo tra arte, architettura e paesaggio.
Tra gli eventi collaterali si segnalano i Talk con gli artisti al termine degli spettacoli che rientrano nel programma di sensibilizzazione del pubblico.
La prevendita è disponibile online su Liveticket e nei punti vendita convenzionati. Il botteghino della Maddalena è aperto dal 2 al 21 settembre (escluso il lunedì), dalle 17 alle 19, e nei luoghi di spettacolo a partire da un’ora prima. L’ingresso è gratuito per gli eventi di Lunano e Piobbico.
Dettagli su programma, tariffe agevolate per i possessori della card e calendario completo sono disponibili su www.hangartfest.it.




