Non si tratta di una eroica battaglia che sottende alla quotidianità né ad una semplicistica ludica scena quella che si manifesta, ma una continua imperterrita ricerca del senso, dei segni posti anche nelle foto in bianco e nero ad avvallare, arricchire, sigillare, custodire, incorniciare. Si coglie un film rouge che collega l’avvicendarsi e si lancia come freccia verso il futuro con prudenza, ma incisività. Flaminia Colella scrive di sé ma si volge al lettore, al palcoscenico che la leggerà per instaurare una strada che sia colta, che sbocci e perlustri l’esistenza. Vuole sollevare dalla fatiscenza, dalla banalità che disdegna, dalla superficialità, dalla tensione orizzontale e porre lo sguardo suo e dell’altro al cielo, al mistero, alla verità. Non si arresta, non si bea e basta come non combatte solamente, si dona e si modella, scolpisce il focus come artigiana e incalza decisa.
Monica Baldini
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