Giardini di marzo fioriti acerbi e freschi con il profumo d’erba tagliata a nuovo come d’un vestito da sposa novella che si cinge ai rami belli pieni di bianco degli alberi attorno.
Non c’è ripetizione ma solo novità, solo freschezza e germoglio che danno annuncio che qualcosa di buono si sta intessendo nell’aria.
Luce candida che ti potrai sul finire del giorno senza intorpidire i nostri sensi con la notte precoce, tramonti romantici di una stagione alle porte, ali di gabbiano stese sull’azzurro cielo mare, cinguettii e canti di meraviglia per l’umore e l’udito.
Siamo circondati da bellezza, stupore perenne per un mondo che ci appartiene solo in parte come ospiti e custodi ma mai distruttori eppure non si è capaci di capire, di vedere cosa c’è dietro di grande misterioso e potente.
E che sia un grande poeta a decifrarne il codice, un freddo fisico a vederne le leggi, un politico visionario a coglierne la ricchezza, siamo sempre nonostante piccole creature che faticano a riconoscersi tali e si sentono padroni miseramente senza apprendere dai loro insegnamenti.
Ma il Creato più grande di ogni rifiuto non smette, non interrompe la sua paradisiaca fioritura, ci regala attimi di gioia che si ricamano in una lunga lunghissima storia, e solo con uno sguardo ci porta dentro un messaggio di amore enorme.
Monica Baldini




