L’Agenzia delle Entrate ha recentemente introdotto importanti modifiche nei termini a disposizione per eseguire gli accertamenti fiscali.
Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, il tradizionale termine di decadenza, fissato al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi, perde efficacia come scadenza rigida. L’Agenzia delle Entrate può ora beneficiare di proroghe automatiche fino a 120 giorni, grazie a meccanismi normativi introdotti per facilitare il contraddittorio preventivo, l’adesione e la gestione di casi complessi come quelli relativi all’abuso del diritto o ai capitali detenuti in Paesi a fiscalità privilegiata.

In particolare, per i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dal 2025, la nuova riforma riduce il termine ordinario di accertamento da cinque a quattro anni, mentre per i periodi d’imposta antecedenti restano applicabili le regole precedenti. Tuttavia, questa riduzione temporale non esclude le eccezioni e le proroghe previste dalle procedure di confronto tra Fisco e contribuente.
Il contraddittorio preventivo e l’adesione: strumenti che allungano i tempi
Una delle novità più rilevanti riguarda l’introduzione obbligatoria del contraddittorio preventivo. Questa procedura garantisce al contribuente il diritto di presentare osservazioni prima che l’Agenzia definisca l’atto impositivo. Se il termine per l’invio di osservazioni cade in prossimità della scadenza ordinaria o se tra la scadenza per le osservazioni e quella per la notifica dell’atto intercorrono meno di 120 giorni, il termine di decadenza viene automaticamente prorogato di 120 giorni. Ciò significa che, ad esempio, uno schema di atto notificato il 6 ottobre 2025 con termine per osservazioni al 5 dicembre 2025 vedrà il limite per la notifica dell’atto definitivo spostarsi addirittura al 4 aprile 2026.
Analogamente, l’istituto dell’accertamento con adesione prevede una proroga di 120 giorni qualora tra la data dell’incontro tra contribuente e Ufficio e la scadenza ordinaria intercorra un periodo inferiore a 90 giorni. In questo caso, però, l’allungamento del termine parte direttamente dalla data di scadenza ordinaria, spostando il limite fino alla fine di aprile dell’anno successivo.

Le verifiche relative all’abuso del diritto e ai capitali detenuti all’estero in Paesi a fiscalità privilegiata sono soggette a ulteriori proroghe. Per le richieste di chiarimenti inviate dall’Agenzia, se tra la ricezione della risposta e la scadenza ordinaria rimangono meno di 60 giorni, il termine viene esteso per garantire l’analisi completa della posizione. Nei casi di accertamenti basati su presunzioni di redditività di capitali in paradisi fiscali, i termini ordinari vengono addirittura raddoppiati, offrendo all’Agenzia un ampio margine temporale per procedere.
Inoltre, con l’aumento delle verifiche legate alla corretta applicazione del Superbonus, l’Agenzia delle Entrate ha rafforzato i controlli sulle rendite catastali degli immobili oggetto di interventi agevolati, con possibilità per i contribuenti di aggiornare i dati e fornire chiarimenti per evitare sanzioni.
La sospensione della prescrizione e la trappola dei 30 giorni sui verbali di constatazione
Spesso sottovalutata, la norma che disciplina l’adesione ai verbali di constatazione (PVC) prevede che, una volta ricevuto il verbale da parte della Guardia di Finanza o dei funzionari dell’Agenzia, il contribuente abbia 30 giorni per aderire integralmente ai rilievi, usufruendo di uno sconto sulle sanzioni. Durante questo periodo, il termine per gli accertamenti si sospende, concedendo all’Amministrazione un ulteriore margine di 30 giorni per notificare l’atto definitivo. Questa “sospensione tecnica” si somma alle altre proroghe, rendendo il termine del 31 dicembre sempre meno vincolante.
Con l’allungamento e la maggiore complessità delle tempistiche, i contribuenti devono prestare particolare attenzione alle comunicazioni ricevute dall’Agenzia delle Entrate. È fondamentale:
- Verificare con cura la documentazione fiscale e la correttezza delle dichiarazioni.
- Sfruttare il diritto di produrre osservazioni nel contraddittorio preventivo.
- Valutare il ravvedimento operoso per correggere eventuali errori con sanzioni ridotte.
- Considerare la possibilità di rateizzare eventuali debiti con il Fisco.
- Monitorare le scadenze e le tempistiche per non perdere il diritto di difesa.




