Festa del Perdono: dal 31 luglio al 2 agosto 2026 a San Severino Marche

L’evento rientra nel cammino verso il quinto centenario (2028) della nascita dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini

SAN SEVERINO MARCHE – La Città di San Severino Marche si appresta a vivere un nuovo evento legato al grande programma regionale “Marche, culla dei Cappuccini”: dal 31 luglio al 2 agosto verrà ospitata infatti la Festa del Perdono che si inserisce nel percorso diffuso e partecipato che valorizza il territorio e guida la comunità verso lo straordinario traguardo del 2028, anno in cui ricorreranno i 500 anni dalla nascita dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

E’ noto a tutti che San Severino Marche vanta un legame indissolubile e privilegiato con la tradizione francescana e la nascita dei Cappuccini, custodendo un patrimonio di memorie unico nell’intera regione.

Elemento centrale di questo legame è l’antico santuario e convento di San Salvatore in Colpersito, oggi sede dei Frati Minori Cappuccini

Il complesso di Colpersito rappresenta un caso eccezionale nelle fonti storiche del Duecento: è infatti uno dei pochissimi luoghi esplicitamente citati ben due volte dalle più antiche biografie di San Francesco d’Assisi, scritte da Tommaso da Celano e da San Bonaventura da Bagnoregio, in relazione a due celebri episodi della vita del Poverello. Il primo di questi è la conversione del “Re dei versi” ovvero Frate Pacifico: tra il 1212 e il 1213, mentre San Francesco predicava a Colpersito, il celebre trovatore e poeta di corte Guglielmo da Lisciano — incoronato dall’imperatore “Re dei versi” — rimase folgorato dalla visione del Santo e dalle sue parole. Convertitosi all’istante, ricevette da Francesco l’abito e il nome di Frate Pacifico, diventando uno dei suoi più cari compagni e, secondo la tradizione, collaboratore nella composizione della melodia del Cantico delle Creature.

L’altro episodio è quello della pecorella salvata a Osimo

Sempre le fonti francescane narrano del passaggio di San Francesco nelle campagne di Osimo, dove il Santo riscattò una pecorella destinata al macello per salvarle la vita, affidandola poi con amore alle cure delle religiose che all’epoca dimoravano proprio nel monastero di Colpersito.

Nel corso dei secoli la presenza francescana e cappuccina si è consolidata capillarmente nel tessuto settempedano, passando dal convento di Colpersito al Santuario di Santa Maria delle Grazie, oggi Santuario di San Pacifico. San Severino Marche è poi una tappa imprescindibile del Cammino dei Cappuccini, l’itinerario ideato dal settempedano fra Sergio Lorenzini che attraversa la dorsale appenninica marchigiana collegando Fabriano, San Severino Marche, Camerino ed i luoghi storici dell’Ordine.

Il senso profondo di questo viaggio condiviso si rispecchia nello spirito con cui la comunità e i frati si preparano alle prossime tappe: “Il nostro desiderio è che la ricchezza maturata in cinque secoli di storia non rimanga un patrimonio del passato, ma diventi una sorgente di ispirazione per il presente e una speranza concreta per il futuro, capace di parlare ancora al cuore dell’uomo di oggi”.