FERMO E PROVINCIA – L’attività di prevenzione e repressione delle truffe, in particolare quelle che sfruttano i canali telematici, rappresenta una priorità assoluta per l’Arma dei Carabinieri. Tali fenomeni criminali, infatti, colpiscono duramente la fiducia e il patrimonio dei cittadini, spesso i più vulnerabili. Per questo motivo, l’Arma non si limita alla sola repressione, ma affianca costantemente iniziative di sensibilizzazione, pubblicando consigli utili e aggiornati sul proprio sito istituzionale e attraverso incontri sul territorio, per rafforzare la sicurezza percepita e reale della comunità.
In questo contesto, i Carabinieri della Stazione di Montegiorgio (FM)
a conclusione di accurate indagini, pochi giorni fa hanno denunciato in stato di libertà due persone per il reato di truffa in concorso. Si tratta di una 25enne e un 65enne campani. I due soggetti, nel mese di ottobre del 2025, con un ben congegnato raggiro, hanno indotto in errore un 70enne residente a Magliano di Tenna (FM). Con il pretesto di vendere online alcuni pezzi di ricambio, si sono fatti accreditare dalla vittima la somma di 120,00 Euro su una carta prepagata del tipo “Postepay Evolution” a loro riconducibile. Dopo aver incassato il denaro, si sono resi irreperibili, interrompendo ogni contatto e non inviando la merce promessa. Il reato di truffa (Art. 640 del Codice Penale), ascritto ai due denunciati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni, pena che può aumentare in presenza di specifiche aggravanti, come l’utilizzo di strumenti informatici o telematici per ostacolare l’identificazione, che comportano la reclusione da uno a cinque anni.
L’episodio di Montegiorgio sottolinea ancora una volta l’importanza di mantenere alta la guardia, soprattutto nell’ambito delle transazioni telematiche. I Carabinieri invitano i cittadini a diffidare da offerte eccessivamente vantaggiose o da richieste di pagamento tramite modalità non tracciabili, ricordando che la prudenza è il primo e più efficace strumento di difesa contro i raggiri.
I Carabinieri precisano che le persone indagate sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.




