Le accuse riguardano presunte irregolarità e condotte fraudolente rilevate in tre aziende di Fano e Pesaro vincitrici nel 2005 in Ati di un appalto del Servizio sanitario nazionale svolto nel 2013 per il trasporto di persone anziane e affette da gravi patologie dalle abitazioni ai luoghi di cura e ritorno. Il danno è stato quantificato dagli investigatori in 191mila euro: 71mila euro per il 2013 e 120mila euro per il 2014 e il 2015.
Secondo gli investigatori, infatti, gli indagati avrebbero aumentato illecitamente i costi del servizio rettificando gli orari nei brogliacci di trasporto compilati a fine turno, approfittando il più delle volte della buona fede degli autisti; e avrebbero modificato i documenti ufficiali delle cooperative alla base dell’emissione delle fatture.
Alcuni dei trasporti sarebbero stati impossibili, così come descritti nella documentazione, e alcuni equipaggi erano segnati in posti diversi nello stesso orario.
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