Una domenica di festa come le altre che l’hanno preceduta, ma conclusiva di un mese ricco di appuntamenti. Un mese intenso per i frati e per i benefattori e al contempo pieno di note profumate che hanno accompagnato la stanchezza dando forza e sostegno. Così è nella liturgia di San Francesco: “è nel dare che si riceve”.
Ad animare la Messa è stato il giovane frate Fra Carlo di Valleremita, ordinato un anno fa e venuto per la prima volta a celebrare al Santuario di Mombaroccio in Provincia di Pesaro Urbino, con lui le suore di Cingoli già presenti alla festa dei bambini domenica 1 agosto e poi tanti fedeli e amici che li hanno accompagnati e i fedeli che salgono dalla vallate, da Fano e da Pesaro.
Una chiesa gremita con posti all’esterno e sedute dietro il coro, tutto nel rispetto delle norme e del distanziamento verificato da uno staff di volontari e dalla Pro Loco di Mombaroccio. Un clima di pace e meditazione, di accogliente semplicità, di viva preghiera che nel vento delle fronde si estende a quanti non sono stati presenti e da lontano pregano.
Il Santuario del Beato Sante non smette di chiamare a sé famiglie, giovani, bambini che vengono a chiedere benedizione e protezione con la croce fatta dall’umile frate Giansante Brancorsini e ancora usata, il Santuario francescano si erge ancora nei secoli dei secoli, un faro di luce tra il verde del bosco e anima le voci dei pellegrini, raccoglie le intenzioni, placa e rasserena con il suo silenzio, con la sua bellezza e sempre distende spiritualità che allarga il cuore e lo riempie per scendere poi in città e portare grazia.
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