Cosa vedere ad Ancona: attrazioni, monumenti, luoghi

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Cosa vedere ad Ancona: attrazioni, monumenti, luoghi

Le principali attrazioni da visitare ad Ancona, cosa non perdere: monumenti, musei, aree verdi, spiagge, luoghi caratteristici su Machenews24

ANCONA – Ancona è il capoluogo delle Marche. Fondata nel 387 a.C dai Greci di Siracusa, la città sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, (da qui il nome, perché Ἀγκών, Ankón, in greco significa “gomito”) che protegge il più ampio porto naturale dell’Adriatico centrale, da cui partono i traghetti per la Croazia, l’Albania e la Grecia.

Il centro storico di Ancona è racchiuso all’interno delle mura ottocentesche, che lo dividono in quattro rioni: i più antichi, compresi tra le mura cinquecentesche e il porto sono il rione San Pietro e Capodimonte; compresi invece tra le mura del Cinquecento e quelle dell’Ottocento sono il rione Cardeto e quello di Santo Stefano. I confini di tutti e quattro i rioni si toccano in piazza Roma. Dal punto di vista storico si deve parlare anche di un quinto rione, quello del Porto, ma buona parte di esso fu distrutto dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e ciò che ne rimane viene ormai considerato parte del rione San Pietro.

Città d’arte ricca di monumenti e con 2400 anni di storia, è uno dei principali centri economici della regione, oltre che suo principale centro urbano per dimensioni e popolazione.

Il monumento principale è il Duomo, dedicato a San Ciriaco.

Millenario, svettante in cima al Colle Guasco, è uno dei simboli della città; romanico nella decorazione, bizantino nella pianta a croce greca, domina il mare da tre lati ed ha un portale caratterizzato da due leoni stilofori, che sono fra i simboli di Ancona. Al suo interno sono presenti dieci colonne appartenenti al Tempio di Venere, che precedentemente sorgeva sul sito. Scendendo dal Duomo si arriva alla Chiesa di Santa Maria della Piazza, capolavoro di arte romanica. Caratteristica per la facciata ad archetti di ispirazione bizantina e per le figure simboliche scolpite intorno al portale, conserva nelle sue fondamenta i resti di una basilica paleocristiana. Procedendo si incontrano: la Loggia dei Mercanti, esempio dell’architettura gotica di influsso veneziano;  la Pinacoteca civica, che raccoglie opere di scuola marchigiana di pittori minori ma anche altre di artisti famosi, tra i quali Tiziano; il Palazzo del Governo, rinascimentale, a cui lavorò anche il celebre architetto Francesco di Giorgio Martini, affiancato dalla Torre civica.  Quest’ultimo porge su Piazza Plebiscito, la più antica della città, conosciuta più comunemente come “Piazza del Papa”, che la sera si trasforma in un punto di incontro dei giovani.

Ancona è sede del Museo Archeologico Nazionale delle Marche ospitato nel rinascimentale Palazzo Ferretti; molto grande, permette di viaggiare nel tempo e di scoprire le civiltà che si sono succedute nella Regione dal Paleolitico all’Alto-Medioevo. Meritano una visita anche il Palazzo Benincasa, edificio gotico di mattoni del XV secolo; il Teatro delle Muse, il massimo teatro della città, con la facciata neoclassica recante sul frontone gli altorilievi delle nove muse, di Apollo e di Palamede, co-intitolato al grande tenore anconetano di fama mondiale Franco Corelli; la Fontana di Calamo, opera dell’architetto Pellegrino Tibaldi, costruita fra il 1559 e il 1560  è più nota come Fontana delle Tredici Cannelle.

Da vedere ci sono anche l’Anfiteatro Romano, risalente al I secolo d.C., con annessi spazi termali dai quali affiorano mosaici con epigrafe; l’Arco di Traiano, che, situato sul Molo Nord, fu edificato nel 115 d.C. su probabile progetto di Apollodoro di Damasco sul molo che l’imperatore volle a protezione del porto; la Cittadella, poderosa fortificazione cinquecentesca a cinque baluardi; il Lazzaretto, costruito su un’isola artificiale a pianta pentagonale realizzata all’interno del porto sotto la direzione di Luigi Vanvitelli nel 1733; il Monumento ai Caduti, opera eseguita da Guido Cirilli nel 1932 al Passetto, che, pur esseno relativamente moderna, é diventata in breve uno dei simboli della città; il Mercato delle Erbe, in corso Mazzini, una struttura degli anni venti del secolo scorso in ferro e ghisa che ospita il mercato del pesce, di frutta e verdura.

Si segnala anche il Parco del Cardeto, il più vasto della città (circa 35 ettari), chiamato “Parco Scataglini” in onore all’omonimo poeta anconetano scomparso nel 1994. E’ caratterizzato da numerose testimonianze storiche e da un’elevata naturalità. Si estende lungo la falesia e occupa la sommità di due colline: Monte Cardeto e il Colle dei Cappuccini. Al suo interno zone di prato naturale, di boschetti sempreverdi, di macchie di ginestre; le fioriture spontanee (tra cui quelle di varie orchidee selvatiche) si susseguono lungo il corso dell’anno. Nell’area del Parco sono presenti il Campo degli Ebrei, antico cimitero ebraico, la Polveriera “Castelfidardo”, il vecchio Faro. Tra le altre aree verdi della città spiccano anche la Pineta del Passetto e il Parco del Passetto, rispettivamente nelle vicinanze e a sud del movimento dei caduti; il Parco della Cittadella e il Parco del Pincio.

E poi ci sono le spiagge, sia di scogli sia di sabbia. Tra quelle del primo tipo c’è il Passetto, a due passi dal centro, con grandi scogli bianchi, tra i quali la Seggiola del Papa e lo scoglio del Quadrato. Altre spiagge rocciose, raggiungibili con impervi sentieri, si trovano verso Sud; tra queste la lunga spiaggia libera di Mezzavalle. La più nota spiaggia a Sud di Ancona è Portonovo, posta sotto il Monte Conero, con tipici sassi bianchi e arrotondati, sede di attrezzature turistiche. A Nord del porto la costa è bassa; in questa zona è da ricordare la spiaggia attrezzatissima di Palombina, nua lunga spiaggia di sabbia dorata e morbida che offre sia spazi completamente liberi.

A poca distanza dal centro di Ancona merita di trascorrervi qualche ore il Parco Regionale del Conero, un’oasi ambientale nata attorno al Monte Conero: 572 metri di macchia mediterannea a picco sul mare. Diversi sono gli angoli da scoprire: dai vari sentieri che si inoltrano nella flora e nella fauna del parco, fino alla baia di Portonovo.

A cura di Marina Denegri