La tesi della Procura dorica è che il dirigente dell’anticrimine attingesse informazioni riservate dai database interforze per rivenderle poi all’agenzia investigativa che le utilizzava per le assunzioni di personale in prestigiose aziende. Al poliziotto 54enne vengono contestati centinaia di accessi lungo un arco di 12 mesi.
L’indagine, iniziata nei primi mesi del 2018, ha portato il gip di Ancona a emettere di un’ordinanza di custodia cautelare dell’interdizione dai pubblici uffici a carico del poliziotto, sospeso per 8 mesi dal servizio, mentre la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio.
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