Coronavirus Marche, non c’é pace per i parrucchieri

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La categoria dei parrucchieri sarà tra quelle che subiranno di più gli effetti del Coronavirus. Ma a quanto ammonta il danno economico?

MARCELLI DI NUMANA (AN) – Per alcune attività commerciali non ci sarà nessuna ripartenza nel mese di maggio. Tra queste ci sono anche  i parrucchieri che, stando a quanto ha comunicato il Presidente Conte nel suo messaggio alla Nazione del 26 aprile, dovrebbero riaprire il 1° giugno. E così la categoria, tra lockdown prolungato, mancate cerimonie e spese ordinarie, finisce inevitabilmente tra quelle che subiranno un maggior danno economico dall’emergenza Coronavirus.  Ma a quanto, effettivamente, può ammontare la perdita che un parrucchiere andrà a subire per effetto del Covid-19? Lo abbiamo chiesto a Matteo Baldoni, titolare di Matteo Hairstylist di Baldoni Matteo a Marcelli di Numana. Ecco cosa ci ha risposto.

Il Presidente Conte ha parlato di una possibile riapertura dal 1° giugno. Da quanto siete chiusi?

“Siamo chiusi dal 10 marzo addirittura dal giorno prima del lockdown, per far capire quanto siamo onesti. Per essere rispettosi delle distanze”.

É possibile quantificare approssimativamente la perdita in termini di clienti ed economici?

“In termine di danni economici se riapriremo al primo giugno, per una piccola parrucchieria con me e un dipendente, quasi 3 mesi chiusi saranno circa come minimo 9/10 mila euro di entrate mancate approssimativamente. La clientela fissa non penso di perderla, ma il problema sarà che in un posto marittimo come Numana, la stagione turistica sara’ compromessa e quindi nel periodo di piu’ forte affluenza si perderanno tantissimi clienti occasionali, per un danno economico piuttosto alto! Il negozio si regge sui mesi estivi piu’ che altro e si lavora 3 volte di più”.

Oltre al mancato guadagno ci sono le spese: affitti, utenze, personale, tasse: quali sono le prossime scadenze?

“Eh si, oltre al mancato guadagno, ci sono spese fisse come utenze, fornitori e personale non da poco. Oltretutto la cosa più ingiusta é che i pagamenti di contributi, tasse e IVA che verranno a metà maggio, sono solo state rimandate a giugno!! Ma come può uno che é stato tre mesi chiusi? Lo Stato ti permette solo di indebitarti di più, con veri e propri prestiti per pagarci le tasse! É inaccettabile, qui ci vogliono e vorranno contributi a fondo perduto altroche’ !!! I piccoli come noi siamo tutti a rischio chiusura!”.

In Liguria si era parlato, per contrastare il fenomeno dell’abusivismo, di far lavorare parrucchieri ed estetisti a domicilio, con opposizione della categoria: cosa ne pensa?

“Per quanto riguarda il lavoro nero a domicilio di parrucchieri ed estetiste, quello é stato e sarà in questo periodo ancor di più un problema pazzesco. Il punto e’ che non ci sono controlli. Noi in regola siamo stati sempre contro questo fenomeno, e poi andare a casa in tempo di virus é pericolosissimo. Gli unici danneggiati siamo noi onesti e che paghiamo tutto. No non sono daccordo nell’andare a domicilio, ci/si creerebbero troppi problemi evidenti. In primis il pericolo di salute”.

Come si stai organizzando per la riapertura: dipendenti, accesso al locale, sanificazione?

“Per la riapertura ci stavamo già organizzando (sperando fosse prima) con entrate scaglionate, sanificazione del locale, igienizzanti ovunque e posti distanziati. Noi muniti di tutto mascherine, visiere, guanti e tutto materiale usa e getta. Ma a quanto pare siamo piu’ pericolosi per lo Stato di 20 persone che entrano in un autobus. Non si capisce. Misteri. Io direi con tutto il rispetto per i virologi il Governo dovrebbe pensare meglio a queste cose, e poi ci sono Task force in cui non ci sono esperti di ogni settore! Paradossale!”.