“Questo aspetto, che si riflette in più strette condizioni competitive per le imprese, acuisce i processi di selezione – osserva Bucciarelli – e spinge le imprese a mantenere alta l’attenzione su quanto accade nei mercati internazionali. In particolare, le aree di maggior trazione appaiono ancora quelle geograficamente più distanti o, se prossime al nostro paese, sono quelle caratterizzate da elevati livelli dei profili qualitativi delle produzioni”. La produzione industriale ha registrato una flessione dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, risultato in linea con la dinamica rilevata in Italia (-0,3%). A livello settoriale, le variazioni negative hanno interessato solo alcuni settori (Minerali non metalliferi, Tessile-Abbigliamento, Calzature, Legno e Mobile), mentre gli altri hanno fatto registrare variazioni positive, anche se contenute.
In lieve aumento l’attività commerciale complessiva: l’andamento delle vendite in termini reali ha registrato una crescita dello 0,3% (2,1% nel quarto trimestre 2014) rispetto allo stesso trimestre del 2014, con andamento debole sia sul mercato interno, sia soprattutto su quello estero. Le vendite sul mercato interno hanno registrato una variazione pari allo 0,6%, con flessioni nei Minerali non Metalliferi e Calzature e aumenti negli altri settori. Le vendite sull’estero hanno mostrato una sostanziale stazionarietà (-0,1%), con risultati positivi per Meccanica, Legno e Mobile e Gomma e plastica. L’andamento debole dell’attività produttiva si associa a una dinamica dei prezzi abbastanza contenuta, con incrementi dello 0,5% sull’interno e dell’1% sull’estero.
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