Ciao Teodora di Monica Baldini

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ROMA – Cosa accade quando la morte sfiora la Terra e porta con sé una ragazza giovane, bella, dentro e fuori, una ragazza pura e gentile? Accade che il dolore riempie, si ridimensiona tutto quello circonda e pesa, prende piede la riflessione, lo sgomento, il pianto e rivediamo gli attimi, i sorrisi, i momenti trascorsi.

Cara Teodora, tu avevi un grandissimo punto di forza: una smisurata gentilezza che ti contraddistingueva enormemente. “Ciao bella mia o bella Monica” erano le parole con cui chiudevi ogni conversazione. Avevi sempre una parola dolce, sempre un gesto carino, eri disponibile, docile, umile. Eri una persona speciale e sappi che da qui, certi segni non si scolorano, non si cancellano ma restano impressi come solchi nella memoria e nei cuori che oggi sono pieni di lacrime per te.

Ti ricordo a Roma, non serviva chiederti delle cortesie che eri già pronta, eri la ragazza semplice che poneva la mano e si predisponeva per aiutare. Amavi il tuo lavoro, essere parte di quella squadra movimentata e vivace, viaggiare, lavorare, conoscere e stare in amicizia. Amavi ciò che facevi, ciò che eri: questo lo comunicavi forte.

In questi ultimi anni difficili ti ho sentita e non avevi perso la speranza, vivevi di ogni piccola cosa e la consideravi un tesoro. Ringraziavi perché potevi goderne. Pregavi.

Fidati che sei davvero riuscita a trasmettere e dare tanto e la tua conoscenza è stata indiscussa, una fortunata ricchezza per quanti ti hanno incontrata e frequentata. Non voglio elogiarti perché penso non fosse una tua priorità – non ti vantavi infatti – ma vorrei da qui farti arrivare il mio grazie per ogni sorriso che mi hai regalato, ogni peso che mi hai aiutato a sostenere, ogni circostanza in cui mi hai fatto sentire accolta e approvata, ogni parola di conforto che mi hai detto. Con totale sincerità, ti dico che sei stata preziosa.

Anche oggi ci hai dato una lezione con la tua accettazione e capacità di rincuorare chi ti stava accanto. Hai permesso che il dolore divenisse l’epilogo di un mistero, un mistero che trascende l’esistenza e la attraversa insieme.

Si dice che ne vanno sempre i migliori ma confido che se ne vadano per andare in un posto migliore, un posto dove sei anche tu ora. Un posto di luce dove la sofferenza non potrà più attanagliare e da dove potrai fare sempre la tua parte e donarci la tua forza e la serenità. Abbiamo bisogno ancora di te!

A te Teo, che sapevi infondere consolazione e che eri la gentilezza fatta a persona, la cortesia piena, a te mia collega romana di tempi poco lontani, a te vorrei dire di nuovo grazie per l’esempio di persona che sei stata! Ciao Teo. Un abbraccio grande Monica