Chiusi quattro negozi di ‘cannabis light’ a Macerata e Provincia

MACERATA –  Il Questore di Macerata Antonio Pignataro  ha disposto la chiusura di quattro negozi di vendita di prodotti a base della cosiddetta ‘cannabis light’, con sospensione della licenza ex art. 100 del Tulps a Macerata, Civitanova Marche e Camerino.Tre di questi  esercizi commerciali erano  già stati oggetto di chiusura nei mesi scorsi.

L’azione sinergica realizzata tra la Polizia di stato con il Questore Antonio Pignataro e l’ Autorità Giudiziaria con il Procuratore capo Giovanni Giorgio punta a tutelare le giovani generazioni dal dramma della tossicodipendenza e sta funzionando perfettamente.
Questi negozi svolgevano la loro attività in contrasto con le norme che tutelano la salute pubblica e anche con la pronuncia della Corte di Cassazione in sezioni unite che “ha chiaramente statuito che la commercializzazione di tali prodotti è vietata in quanto in essi è sempre presente un contenuto di Thc”.
Ahimè, ha rimarcato  il Questore, stiamo purtroppo assistendo ad una maldestra e pervicace “strategia criminale” delle aziende produttrici che hanno ridotto il contenuto di infiorescenze presenti in ogni singola confezione riducendone il peso da 5 grammi a 1 grammo in modo tale che il principio attivo (espresso in mg) non superi la soglia di principio attivo che erroneamente viene fissata da 2.5 a 5 mg come se al di sotto di tale soglia non si parlasse di sostanza stupefacente e non procurasse patologie irreversibili.
La materia, per chi non ha conoscenze giuridiche e scientifiche, può apparire di difficile interpretazione ,ma con un normale supporto normativo e soprattutto scientifico è possibile rilevare che basta un minimo di principio attivo in queste infiorescenze affinché se ne deduca che la sostanza non può essere venduta in quanto si ravvisa sia un illecito amministrativo che penale”.

Da più di un anno il Questore Pignataro sollecita chi ha il compito di regolamentare la materia affinché intervenga onde evitare una visione falsata della realtà e deturpare la vita delle future generazioni.
Occorre quindi un intervento normativo chiaro volto a vietare la vendita di queste sostanze affinché si eviti che le autorità giudiziarie territoriali possano decidere le une in maniera discordante dalle altre creando confusioni e disparità e facendo venir meno il principio di legalità che è alla base del nostro ordinamento giuridico.
Il messaggio secondo cui l’indifferenza, il voltarsi dall’altra parte ed l’evitare le scelte di campo che ciascuno di noi inevitabilmente è chiamato ogni giorno a fare, cioè dove stare e con chi stare, siano, in senso assoluto, il male peggiore del nostro tempo.
E’ molto facile che il vantaggio immediato sia la remunerazione più ambita, ma un pezzo di noi muore inevitabilmente, nel girarsi dall’altra parte. Le persone che hanno coraggio muoiono una volta sola, le persone che non hanno coraggio muoiono tante volte.

Tutto è cominciato da una lettera, quella di un papà e di una mamma che chiesero un incontro con il Questore Pignataro per raccontare la loro grande preoccupazione riguardo la facilità con cui il proprio figlio appena adolescente poteva procurarsi sostanza stupefacente in città, vista l’apertura dinella città di Macerata.

“Li ricevetti, ricordo, una mattina nel mio ufficio e, andando loro incontro sulla porta per invitarli ad accomodarsi, scoppiarono entrambi in lacrime, increduli di essere stati ricevuti personalmente dal Questore e poter condividere il loro dramma”.

Per la sua lotta contro lo spaccio di stupefacenti il Questore Pignataro sarà premiato dalla Comunità di San Patrignano con il riconoscimento “We free-Uomo dell’anno” in programma l’8 e il 9 ottobre a Rimini.