Presenti al taglio del nastro il sindaco Sandro Sborgia, l’arcivescovo Francesco Massara, il Rettore Unicam Claudio Pettinai l’assessore alla cultura del Comune di Camerino Giovanna Sartori e Barbara Mastrocola, direttrice delle collezioni civiche e diocesane. Proprio quest’ultima ha detto: “È un piccolo sogno che si realizza: pensare di poter accogliere le nostre opere in uno spazio così, dopo il sisma del 2016 sembrava impensabile. Per valorizzare le proprie ricchezze devono essere al contempo valorizzati gli spazi che, ad oggi, abbiamo a disposizione. Camerino ha un patrimonio artistico meraviglioso e l’edificio Venanzina Pennesi vogliamo considerarlo non un deposito, ma uno scrigno che custodisce i gioielli delle collezioni in esposizione”.
Il sindaco Sborgia ha poi sottolineato la costante e forte collaborazione con Arcidiocesi e Unicam. “Oggi più che mai – ha affermato – il museo deve diventare un luogo di relazioni. Tutto passa attraverso il prendersi cura delle nostre ricchezze e di una comunità resa più fragile dal terremoto prima e dalla pandemia poi. Ecco, mi piace rifarmi a una frase spesso detta da Carla Fracci che proprio ieri è venuta a mancare: Un paese senza cultura e arte, senza i mezzi per fare cultura e arte, è un paese che non si rinnova, negandosi così ad un futuro vero, autentico e soprattutto libero. Camerino non può e non vuole fare a meno dell’arte”.
Il museo sarà aperto il giovedì ore 16 -19. Dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 13; dalle 16 alle 19 (il 2 giugno sarà aperto mattina e pomeriggio).
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