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Busta paga più alta e meno tasse: chi lavora qui guadagna molto di più

Importanti novità fiscali interessano i lavoratori grazie a un accordo siglato tra la Regione e i sindacati maggiori.

Dal prossimo anno, per il periodo d’imposta 2026, si assisterà a un alleggerimento dell’addizionale regionale Irpef nel Lazio, con effetti sulle buste paga a partire da gennaio 2027. L’intesa tra la Regione e i sindacati prevede l’eliminazione totale della maggiorazione regionale dell’1,60% per i redditi fino a 28.000 euro. In termini pratici, questa aliquota, che attualmente porta l’addizionale complessiva dal 1,73% all’1,73% fino a 15.000 euro e al 3,33% per redditi superiori, scenderà dunque all’1,73% per la fascia più bassa.

Per un lavoratore con reddito lordo annuo di 28.000 euro, il risparmio sarà di circa 448 euro all’anno, equivalente a poco più di 40 euro al mese distribuiti sulle 11 mensilità in cui si applica l’addizionale. Per i redditi compresi tra 28.000 e 30.000 euro, invece, pur restando valida la maggiorazione dell’1,60%, è prevista una detrazione fissa di 60 euro, che si traduce in un beneficio mensile di circa 5,45 euro.

Riduzione dell’addizionale regionale Irpef nel Lazio: cosa cambia nel 2026(www.marchenews24.it)

Questa riforma è particolarmente significativa per i lavoratori con redditi medio-bassi che non beneficeranno del taglio Irpef nazionale previsto invece dal 2026, che massimizza il vantaggio per redditi tra 50.000 e 200.000 euro. Va precisato che l’addizionale regionale viene pagata in saldo l’anno successivo e quindi i vantaggi si vedranno concretamente solo a partire dalle buste paga del 2027.

La struttura attuale dell’addizionale regionale e l’impatto sui lavoratori

L’addizionale regionale Irpef nel Lazio è composta da tre voci: un’aliquota base nazionale dell’1,23%, una maggiorazione statale dello 0,50% e una maggiorazione regionale dell’1,60% applicata ai redditi superiori a 15.000 euro. Questa combinazione porta l’aliquota totale al 3,33% per la maggioranza dei lavoratori con redditi oltre quella soglia.

Per esempio, un lavoratore con reddito lordo di 26.000 euro, pari a circa 2.000 euro lordi mensili, attualmente paga un’addizionale regionale pari a circa 866 euro annui, che si traduce in una trattenuta mensile di circa 79 euro. Con il taglio previsto, questa cifra si ridurrà significativamente, migliorando il netto in busta paga.

Tuttavia, per i redditi tra 30.000 e 35.000 euro non sono previste agevolazioni immediate sull’addizionale regionale, che resterà al 3,33%. La Regione ha però annunciato l’intenzione di destinare fino al 30% delle nuove risorse di bilancio per mitigare la pressione fiscale su questa fascia nei prossimi anni, con l’obiettivo di evitare aumenti futuri di tassazione per questa categoria di lavoratori.

Il contesto nazionale: come si colloca il Lazio rispetto al quadro fiscale più ampio – marchenews24.it

Il taglio dell’addizionale regionale si inserisce in un quadro più ampio di riforme fiscali nel 2024 e 2025, mirate a ridurre la tassazione sul lavoro dipendente e a sostenere i redditi fino a 35.000 euro. Secondo i dati aggiornati dell’Ufficio parlamentare di bilancio, le misure di riduzione dell’Irpef e del cuneo fiscale hanno comportato per i lavoratori dipendenti i maggiori benefici percentuali proprio nelle fasce di reddito più basse e medie.

In particolare, i lavoratori con redditi fino a 8.000 euro hanno visto un aumento medio netto di 192 euro all’anno (+5,1% sul reddito imponibile), mentre quelli tra 8.000 e 15.000 euro hanno beneficiato di 533 euro in più (+4,7%). La fascia tra 15.000 e 28.000 euro ha percepito un vantaggio di circa 1.200 euro annui, con un incremento del 4,6% sul reddito imponibile.

Tuttavia, oltre i 28.000 euro il vantaggio si riduce sensibilmente, con un aumento netto di circa 816 euro fino a 35.000 euro (+2,6%) e un beneficio ancora più contenuto per redditi superiori. Questa progressività riflette le scelte politiche del governo Meloni, orientate a sostenere prioritariamente i redditi medio-bassi, in contrasto con la proposta di tassa piatta avanzata da alcuni esponenti politici come Matteo Salvini.

Le dinamiche fiscali che influenzano la busta paga mensile

Oltre alle aliquote Irpef, è fondamentale considerare anche le addizionali comunali e i contributi previdenziali, che incidono significativamente sul netto mensile. Nel Lazio, ad esempio, l’addizionale regionale dell’1,4% e quella comunale – che a Roma è dello 0,9% – vengono trattenute in modo frazionato tra saldo e acconto, spalmate da gennaio fino a novembre.

Questa calendarizzazione fiscale spiega perché la busta paga di dicembre risulta generalmente più alta, mentre negli altri mesi si registrano trattenute più consistenti. Per un lavoratore romano con reddito annuo lordo di 30.000 euro, le addizionali regionali e comunali incidono per oltre 600 euro annui, distribuiti sulle mensilità dell’anno, con differenze significative tra i mesi.

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TooBee

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