Ascoli Piceno, successo per il concerto di Antonello Venditti

Antonello Venditti Ascoli PicenoASCOLI PICENO – “Bella Ascoli! Piazza del Popolo meravigliosa… Fantastica “Grazie Roma”! Dall’autostrada vi abbraccio”. Questo il messaggio postato su Facebook da Antonello Venditti, insieme alla fotografia che pubblichiamo qui accanto, per commentare il grande successo riscosso dall’unica data marchigiana di “Tortuga il Tour”, andata in scena sabato 20 agosto ad Ascoli Piceno, in una gremita piazza del Popolo.

Il concerto si è mantenuto sullo standard performativo che ci si può aspettare dal cantautore romano: una band rodata e un Venditti loquace, che ha interagito con il pubblico e ha cantato bene, snocciolando tutto il proprio repertorio più noto. Apertura affidata a “Raggio di luna” (dall’album “Benvenuti in Paradiso” del 1991), poi via a tutti i classici di Antonello come “Stella” e “Sara”, e poi ancora “Ogni volta”, “Amici mai”, “Alta marea”, “Benvenuti in Paradiso” e “In questo mondo di ladri”.

L’impatto dal vivo è buono, anche se privo di grosse sorprese. Su “Giulio Cesare” Venditti cambia i riferimenti ai Campioni del Mondo, dicendo che «era l’anno dei Mondiali, quelli del 2006» e aggiungendo che «Francesco Totti era un ragazzo come noi».

Un concerto che potremmo definire “indimenticabile”, ispirandoci a una delle sue ultime incisioni, per via di tanti elementi: le sensazioni personali provate direttamente sulla propria pelle dai numerosi spettatori, ma anche la gioia che si è respirata sul palco, il sorriso dell’artista che appariva sereno e a suo agio come se avesse invitato il pubblico a casa sua, la “trasversalità” delle generazioni presenti dove tante famiglie intere cantavano tutte insieme i suoi brani, lo spessore dell’uomo e dell’autore e le sue riflessioni profonde su alcuni pezzi.

Nota di merito anche per l’ottima professionalità di Antonello e del suo gruppo, che hanno regalato ai presenti due ore di successi incredibili senza un attimo di respiro, senza una flessione di voce e di concentrazione, in un volume musicale potentissimo, energetico e assolutamente coinvolgente, e in una rilettura talvolta rock, eppure sempre ancorata alla tradizione della migliore melodia italiana, delle sue canzoni più lontane nel tempo. Finale da brividi con “Roma capoccia” e “Grazie Roma”. E noi diciamo: “Grazie, Antonello!”.