Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Macerata, sono partite lo scorso aprile, in seguito al sequestro di sostanze stupefacenti a uno degli arrestati, già noto ai militari della tenenza di Porto Recanati. Le Fiamme Gialle hanno ricostruito il giro di spaccio dei tre. Uno degli arrestati, che utilizzava utenze telefoniche intestate fittiziamente a cittadini cinesi per sfuggire all’identificazione, era noto come “Piccolo”, “Bambino”, “Piccolino” o “Piccoletto”, per la sua esile statura.
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