25 aprile 2020, la celebrazione a Pieve Torina

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Il sindaco Gentilucci: “una data fondamentale per ricordare il valore della libertà”

PIEVE TORINA (MC)  – Sarà un 25 aprile diverso quello che quest’anno verrà ricordato e celebrato a Pieve Torina. A 75 anni dalla liberazione dal nazifascismo, nella terra che vide anche la presenza, durante quelle settimane di fuoco, del partigiano Sandro Pertini destinato poi a diventare uno dei più amati presidenti della Repubblica, l’emergenza epidemia segna in modo significativo anche le iniziative commemorative. “Eppure, anche in una situazione difficile come quella innescata dal covid19, non rinunceremo a ricordare questa datasottolinea il sindaco, Alessandro Gentilucci. “È stato un momento fondamentale per la storia del nostro Paese e della nostra comunità, che ha posto le basi per la formazione delle istituzioni democratiche che oggi viviamo. È stato un momento fondamentale perché ha affermato il valore e la forza della libertà e perché ha riscattato il ruolo dell’Italia durante la guerra”.

Sabato mattina, alle ore 11, verrà deposta una corona d’alloro al monumento ai caduti di tutte le guerre alla presenza, oltre che del sindaco, di un rappresentante delle associazioni e della Protezione civile.

“Il tutto ovviamente in conformità alle disposizioni sulla sicurezza imposte dalla situazione contingente che stiamo vivendo. Ma proprio questa privazione della libertà personale che oggi sperimentiamo può farci riflettere su quanto sia stata dura la privazione subita dai nostri nonni, dai nostri avi durante l’occupazione nazifascista. È importante che le nuove generazioni siano consapevoli che si tratta di un rischio che dobbiamo scongiurare sempre, ed impegnarci nel ricordarlo a tutti noi. La nostra – conclude Gentilucci – è una comunità che alle guerre ha sempre dato tanto in termini di vittime umane. Ed è giusto allora ricordare con gratitudine tutti coloro che, col sacrificio della propria vita, contribuirono al raggiungimento della libertà. Celebriamo la ricorrenza del 25 aprile con la stessa emozione di quanti gioirono allora”.