“Penso che l’arte sia un’ossessione per la vita”, incontro con Luigi Morganti

Gigi MorgantiSAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 13 dicembre, Marche Centro d’Arte grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, presenta il nono ed ultimo appuntamento di Le Arti si incontrano. Infatti, presso Kabina Welcome di San Benedetto del Tronto, a partire dalle ore 17 si terrà un incontro dal titolo “Penso che l’arte sia un’ossessione per la vita” durante il quale sarà proiettato il film “La migliore offerta” di Giuseppe Tornatore, e a seguire ci sarà una conferenza con lo storico Gigi Morganti (foto), curatrice della serata sarà Valentina Falcioni, critica d’arte contemporanea. L’incontro si concluderà con l’Apericena che, oltre che un piacevole momento di convivio, potrà essere anche un momento di confronto su questioni specifiche.

Kabina Welcome è più di un centro culturale, è più di un pub! Cultura, teatro, musica, gioco, sport. È un luogo dove incontrarsi e stare insieme. Collocata all’interno dell’Ex- Cabina Enel di Fosso dei Galli di Porto d’Ascoli, risalente agli anni ’30, vuole essere un luogo di condivisione del tempo libero, accogliente, socializzante e “competitivo” con i luoghi dello “sballo”. Kabina Welcome intende evidenziare, riconoscere e rafforzare il fondamentale ruolo della cultura in tutte le sue espressioni: il teatro, la musica, la danza, il gioco e lo sport, la letteratura e la poesia per la crescita integrale delle persone e lo sviluppo del territorio.

Per partecipare è necessaria la prenotazione, per info e prenotazioni basta chiamare il numero 348/3369040. La serata è il nono appuntamento del progetto “Le arti si incontrano”, organizzato in collaborazione con la Galleria Marconi (che segue la parte riguardante l’arte figurativa), con la Scuola di Musica OverJazz School e con Teatro degli Aceti.

L’idea alla base di “Le Arti si incontrano” è quella di far nascere nuove idee, nuova energia e aggregazione sul territorio, utilizzando l’incontro tra i linguaggi artistici che si raccontano in un contesto nuovo, unico e sinergico, che mette in rapporto contesti differenti.

Il risultato che si spera nasca è una contaminazione di sensibilità diverse, capace di sviluppare creatività e partecipazione sul nostro territorio.

L’appuntamento intitolato “Penso che l’arte sia un’ossessione per la vita” (cit. Francis Bacon) ripercorrerà i vari temi trattati dal film di Tornatore facendo riferimento ad opere del passato e lavori contemporanei con interventi musicali curati dal maestro Roberto Pascucci.

Il Film sarà ‘La migliore offerta’ di Giuseppe Tornatore. Virgil Oldman è un sessantenne antiquario e battitore d’aste di elevata professionalità. Conduce una vita tanto lussuosa quanto solitaria. Non ha mai avuto una donna al suo fianco e tutta la sua passione è rivolta all’arte. Fino a quando riceve un incarico telefonico da Claire, giovane erede di una ricca famiglia. La ragazza, che vuole venga fatta una valutazione degli oggetti preziosi che arredano la sua villa e di cui vuole liberarsi, non si presenta mai agli appuntamenti. Virgil viene così attratto da questa committente nascosta fino al punto di scoprire il suo segreto.

Intanto, nel corso dei sopralluoghi, trova nei sotterranei dell’abitazione parti di un meccanismo che si rivela essere di produzione molto antica. Jacques de Vaucanson è il primo artista a cui viene riconosciuta la realizzazione di un automa meccanico perfettamente funzionante. È il riferimento alla sua creatività che costituisce lo scheletro di questo film di Giuseppe Tornatore che si presenta al contempo come fruibile da un vasto pubblico e come forse il più teorico tra tutti quelli girati dal regista.

Innanzitutto fornisce la prova, semmai ce ne fosse stato bisogno, che Tornatore riesce a mostrare tutte le sue doti di sceneggiatore e di regista in misura tanto maggiore quanto più riesce ad uscire dalla gabbia (autoimposta) della sicilianità. Il rigore narrativo (forse perché liberato dai lacci dei rimandi alla Storia e alla cronaca) prende il sopravvento sul rischio, spesso in agguato nel suo cinema, dell’enfasi e della sovrabbondanza. Ne ‘La migliore offerta’ (se si eccettua una parte finale che avrebbe guadagnato da un minor numero di ‘spiegazioni’ che lo spettatore avrebbe potuto elaborare in proprio) il meccanismo funziona.

Il termine non viene usato a caso. Perché apparentemente Tornatore ci racconta una storia d’amore in cui il celarsi diviene stimolo segreto alla scoperta e nella quale, per gran parte del tempo, un uomo che ha fatto della vista e del tatto il fulcro del proprio esistere misantropico e (solo apparentemente) misogino si trova costretto a doversi affidare esclusivamente all’udito. Scoprirà in progress quanto il percorso sia faticoso e non privo di rischi così come l’individuare sotto uno strato di scorie accumulate nel corso del tempo un’opera inizialmente individuata come falsa. È nel gioco tra la verità e la finzione tra ciò che appare (o non appare) e ciò che è che si struttura la vicenda ed è su questa base narrativa che Tornatore innesta un interessante intervento di teorizzazione.

Così come, pezzo dopo pezzo, si giunge a ricostruire l’antico automa, così accade per il discorso filmico che il regista articola liberando dalla ruggine gli ingranaggi ormai sperimentati dai maestri del cinema ma sempre in grado di offrire esiti inattesi. L’essenziale, sembra volerci dire, è saperne valutare la giusta collocazione rinviandone, come fa Claire con il proprio aspetto, la rivelazione complessiva. In fondo fare cinema è simile al relazionarsi a una donna. Come afferma l’assistente di Virgil: “Vivere con una donna è come partecipare a un’asta. Non sai mai se la tua è l’offerta migliore”. Se non la migliore, quella di Tornatore è senz’altro, in questo caso, un’offerta molto interessante.

Il relatore di questo terzo incontro sarà il prof. Gigi Morganti (Ascoli Piceno, 1946), insegnante di Storia dell’Arte nei licei. Negli anni ’70 e ‘80 matura esperienze di ricerca e sperimentazione fotografica nel “Gruppo Artidea” con pubblicazioni e mostre in Italia e all’estero. Consulente nella Commissione Arte Sacra della Diocesi di Ascoli Piceno. In qualità di Presidente dell’Istituto Superiore di Studi Medievali “Cecco d’Ascoli” ha promosso convegni e seminari di elevato interesse storico. Dal 1993 è regista e coreografo della Quintana di Ascoli Piceno, da sempre alla ricerca della “bellezza” in tutte le sue forme.