“Nietzsche l’iperboreo” di Paolo Ercolani, la presentazione a Pesaro

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Domani nell’Auditorium di palazzo Montani Gianfranco Bertini e don Marco Di Giorgio discuteranno del volume  alla presenza dell’Autore

PESARO – Mercoledì 30 novembre 2022 alle ore 18.00 nell’Auditorium di palazzo Montani in piazza Antaldi, 2 a Pesaro, per la serie “Pesaro Storie” Gianfranco Bertini e don Marco Di Giorgio discutono, alla presenza dell’Autore, il volume di Paolo ErcolaniNietzsche l’iperboreo” Il profeta della morte dell’uomo nell’epoca dell’Intelligenza artificiale(il melangolo 2022, pp. 420).

Friedrich Nietzsche è stato – ed è – il filosofo più geniale ma anche più controverso, colui che ha compreso come pochi la condizione esistenziale dell’uomo, raggiungendo un’altezza da cui guardare con disprezzo quella che lui stesso chiamava «l’aurora boreale delle illusioni umane». Questo disprezzo per l’umanità lo ha portato a elaborare teorie radicali che hanno ispirato il nazifascismo ma anche molti serial killer e assassini della Storia. Oggi, forse non a caso, a ispirarsi al filosofo iperboreo è il Transumanesimo, la filosofia che – a partire dall’intelligenza artificiale e dalle nuove tecnologie – sostiene come faceva Nietzsche che l’uomo deve essere superato, cioè che deve estinguersi per lasciare spazio a una nuova specie di superuomini chiamati «cyborg». Anche il contesto storico in cui si esprimeva Nietzsche – scrive Ercolani – è molto simile a quello che ci troviamo a vivere oggi. Allora l’umanità piombò nelle guerre mondiali e nei totalitarismi, oggi rischia proprio di estinguersi, fra deliri tecnocratici e lo sfruttamento sempre più insostenibile del pianeta. L’autore del libro ha provato a ricostruire questa storia, al tempo stesso affascinante e inquietante, che lega un filosofo come Nietzsche a personaggi come Mark Zuckerberg, Elon Musk, Bill Gates e Raymond Kurzweil. Dalla fine dell’Ottocento ad oggi, chi ha guardato troppo a lungo i mostri negli occhi, è diventato un mostro a sua volta.

Paolo Ercolani (Roma 1972) insegna Filosofia dell’educazione all’Università degli studi di Urbino, dove è stato allievo di Domenico Losurdo. È tra i fondatori e membro del comitato scientifico dell’associazione “Filosofia in Movimento” (www.filosofiainmovimento.it), collabora con Rai Cultura, con le pagine culturali del “Corriere della Sera”, “Il Fatto Quotidiano” e “Il Resto del Carlino”. È autore di numerosi saggi e articoli, tradotti in più lingue; fra i suoi ultimi lavori si ricordano Contro le donne. Storia e critica del più antico pregiudizio (2016) e Figlio di un io minore. Dalla società aperta alla società ottusa (2019).

Don Marco Di Giorgio (Pesaro 1960) è sacerdote dal 1984; laureato in Filosofia a Urbino, ha conseguito il dottorato in Teologia biblica a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana; parroco di Montecchio, è docente di Sacra scrittura all’Istituto teologico marchigiano di Ancona.

Franco Bertini (Pesaro 1938), liceale, funzionario, cestista, giornalista, filosofo in caso di pioggia, ci ha messo vent’anni per leggere correttamente il nome di Nietzsche.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti