“Donne senza storia. Profili di donne di provincia fra Otto e Novecento” presentato alla Mediateca Montanari di Fano

FANO – “Donne senza storia. Profili di donne di provincia fra Otto e Novecento” è stato presentato venerdì pomeriggio in un doppio appuntamento presso la Sala Ipogea della Mediateca Montanari. Alle 15 l’incontro con gli studenti, mentre alle 17.30 l’incontro con la cittadinanza. Il volume porta le firme di Antonella Amirante, Silvia Barocci, Ilaria Biagioli, Giovanna Errede, Martina Mucciariello e Silvia Serini ed è nato dal lavoro di studio, ricerca e sintesi di grandi professioniste in materia che per la maggiore fruizione e divulgazione del messaggio intriso si sono avvalse della collaborazione degli studenti dell’I.I.S Polo Tre di Fano coinvolti direttamente nella esposizione.

“I discorsi in tale ambito vanno fatti non solo tra gli adulti ma anche con i giovani nelle scuole per educarli ad una forma mentis che possa mettere a tacere le discriminazioni di genere”, afferma Amirante. Il progetto sugellato dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Fano e dall’Assessorato alle Biblioteche è stato non a caso calendarizzato a seguito delle festività del 25 Aprile e del 1 Maggio.

“Donne senza storia. Profili di donne di provincia fra Otto e Novecento” restituisce con dovizia un fatto molto importante ponendo in luce ciò che la storia ha lasciato cadere nell’oblio”, introduce il pomeriggio la Presidente del Consiglio di Fano Rosetta Fulvi. “Raccoglie storie di costruzione della libertà”, sottolinea la Presidente. “Storie che recuperano cioè l’impegno e il contributo delle donne vissute nell’800 e ‘900 nella nostra provincia e nello jesino con una narrazione dal punto di vista femminile che fa emergere il grande valore del loro operato nel contesto sociale ed economico e la necessità di dispiegare la storia a una fine delle disuguaglianze nel lavoro”.

“Si tratta di una presentazione che si ricongiunge alle precedenti iniziative svoltesi in congruenza con il 25 novembre passato per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne cui la Presidenza del Consiglio Comunale di Fano al medesimo ha dato spazio agli studenti e ha attentamente coinvolto la cittadinanza con numerose occasioni di dibattito”, afferma la Fulvi. Ilaria Biagioli ha poi delucidato l’ampia platea con un contributo nozionistico relativo il periodo temporale considerato nel volume. “Abbiamo scelto lo spazio storico di ‘800 – ‘900 di donne che per nascita o motivi affettivi si sono trovate a vivere il territorio marchigiano perché si tratta di un momento cruciale per la rivendicazione dei diritti, con la Rivoluzione Francese e la nascita della democrazia, nei confronti dei quali le donne ancora un volta sono state ridisegnate come escluse. Risulta significativo dunque mostrare come anche in anni così significativi per l’abolizione delle disuguaglianze, le donne vengano risignificate come non atte ad una parità e lo abbiamo provato con la raccolta di settanta storie di donne”, sostiene la Biagioli.

Elemento gaudente e folcloristico di forte richiamo a quegli anni è la musica popolare rievocata con la maestria di Enzo Vecchiarelli alla chitarra che ha intonato la canzone La Lega con l’interpretazione di Susanna Pusineri e Tiziana Gasparini che hanno allietato e deviato gli uditori in una situazione di piena immedesimazione.
La parola poi agli studenti e alle studentesse, ai parenti delle donne protagoniste, al professor Angelucci e ad Antonella Amirante che hanno dato voce alla vita trascorsa ma degna di celebrazione di quelle donne raccontate che in professioni umili quanto di rilievo, in lotte antifasciste e nel loro esistere hanno contribuito all’oggi: Rosina Frulla (1926), Elvira Olivieri, Vanda Cohen, Luisa Mestica, Renata Cortiglioni, Angela Bianchini e Leda Antinori, fanese nata nel 1927.

Sono state riproposte in accompagnamento musicale anche ninne nanne presentate da Vecchiarelli come veri e propri canti di proteste ricchi nel testo di lamentele e maledizioni che le donne sfogavano nelle mura domestiche accudendo i figli verso al società patriarcale che del tutto le soffocava.

Il canto popolare ‘Bella ciao’, entrato nel repertorio delle mondine, ha preparato poi la platea all’ultimo momento di alta attenzione e suggestione dispiegato nella proiezione del video finale in cui sono scorsi su una musica di sottofondo concitata, nomi di donne della nostra epoca di grande calibro, una tra tutte Rita Levi Montalcini Premio Nobel per la Medicina nel 1986.

Il messaggio è parso a tutti chiaro ed evidente nella volontà di portare in auge una parità di diritti e di valore agognata e combattuta ieri e oggi in piena rivalsa ed in apertura riconosciuta e sostenuta. Ringraziamenti molteplici sono andati alle autrici, alla Presidenza del Consiglio Comunale di Fano, all’Assessorato alle Biblioteche, agli studenti dell’I.I.S Polo Tre di Fano, ad Enzo Vecchiarelli, Susanna Pusineri e Tiziana Gasparini per l’educativo progetto.

Monica Baldini