San Severino Marche, alla scoperta di Castello al Monte

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Nuovo appuntamento con i racconti a puntate “A passeggio per la città” sulla pagina Facebook San Severino Marche Cultura e Turismo

duomo esternaSAN SEVERINO MARCHE – L’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di San Severino Marche prosegue nel racconto a puntate “A passeggio per la città”, iniziativa pensata per i tanti settempedani, e non solo, costretti a casa dall’emergenza Coronavirus. Attraverso la pagina Facebook San Severino Marche Cultura e Turismo è possibile tuffarsi nella lettura di una mini guida turistica in doppia lingua, italiano e inglese, che ogni giorno propone una tappa speciale. L’ultimo itinerario porta tutti a fare visita al Castello al Monte.

É qui che si trovano i simboli del potere medievale che ancora oggi sono gli emblemi della Città di San Severino Marche. Sull’antica piazza si affaccia la torre del Comune, detta anche degli Smeducci, costruita nel XIII secolo. Vi è murato il bassorilievo del leone passante dei ghibellini per i quali parteggiò San Severino in perenne lotta con la guelfa Camerino. Più in alto si trova un bassorilievo controverso: è stato identificato essere lo stemma di uno dei podestà della città ma la tradizione per lungo tempo vi ha riconosciuto la raffigurazione del morso di un cavallo fatta apporre dagli Smeducci per dimostrare il trattamento che avrebbero riservato ai ribelli.

A destra della torre si erge un lungo muraglione quadrilatero, in parte con maestose arcate cieche gotiche, che attualmente cinge il giardino del monastero di clausura di Santa Chiara. E’ ciò che resta dell’antico palazzo Consolare, poi della Signoria, andato in rovina. Sul lato opposto della piazza si trova il Duomo antico. Conserva le spoglie del patrono Santo Severino, secondo la leggenda qui trasportate dal sepolcro di Septempeda dopo le devastazioni barbariche, tra l’altro, grazie a prodigiosi miracoli.

L’edificio venne fondato nel primo millennio e ciò è testimoniato dalle evidenti stratificazioni delle murature. La facciata venne edificata nei primi anni del XIV secolo, seguendo il gusto lombardo importato dai maestri comacini. Sulla sinistra si innalza la torre nella tipica facies severinate. All’interno, rimaneggiato nel Settecento, oltre al prezioso organo di Giuseppe Catarinozzi, si impone al visitatore il coro ligneo intarsiato da Domenico Indivini alla fine del Quattrocento.