“Raffaello. Una mostra impossibile”, dal 18 dicembre al 20 gennaio 2022

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Al Corridoio Innocenziano dell’Arena Sferisterio 45 dipinti, compreso l’affresco de La Scuola di Atene, riprodotti  in dimensione reale e ad altissima definizione

MACERATA – Sabato 18 dicembre 2021, alle ore 17.00, al Corridoio Innocenziano dell’Arena Sferisterio di Macerata  sarà inaugurata l’esposizione  “Raffaello. Una mostra impossibile”, nata per contribuire a celebrare il 500° anniversario della morte del Divino Pittore, ideata e curata da Renato Parascandolo e con la direzione scientifica di Ferdinando Bologna recentemente scomparso.
La mostra, che   raccoglie 45 dipinti, compreso l’affresco de La Scuola di Atene, riprodotti rigorosamente in dimensione reale (scala 1:1) e ad altissima definizione, rimarrà aperta al pubblico fino al 20 gennaio 2022.

Nella suggestiva location della città e nella Gran Sala Cesanelli, sarà possibile ammirare capolavori disseminati in musei, luoghi sacri e collezioni private di 17 città del mondo. Una rassegna di capolavori, disposti gli uni accanto agli altri in ordine cronologico. L’esposizione è stata allestita grazie alla collaborazione fra il Comune di Macerata, la Regione Marche e l’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT).

“Avere l’occasione di ospitare le riproduzioni fedeli delle opere di uno degli artisti più grandi di ogni tempo a Macerata è per tutti noi motivo di orgoglio e di riconoscenza verso la Regione Marche che ringraziamo per questa opportunità – interviene il sindaco Sandro Parcaroli –. Raffaello, con le sue bellezze, ha segnato l’epoca del Rinascimento e ancora oggi la sua influenza e il suo talento sono d’esempio per tanti giovani che si avvicinano a un mondo fatto di emozione, passione e ispirazione.”

“Accogliere a Macerata la mostra ‘impossibile’ è stata una scelta politica di far godere da vicino, sia pure in maniera virtuale, di un artista immenso come Raffaello – afferma l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta – . E un incontro ravvicinato tra la nostra comunità e la sublimità dell’opera raffaellesca non può che sortire effetti di benessere culturale e civile. E’ stato un immenso piacere accogliere la proposta della Regione di far transitare per Macerata questa mostra prima che parta per il suo percorso internazionale. Un’ulteriore proposta culturale di qualità che offriamo alla città, ai suoi visitatori in uno spazio espositivo che abbiamo da poco valorizzato e di cui stiamo sempre più scoprendo il grande potenziale . La città si apre e dona i suoi spazi per tutti gli amanti del bello.”

Una carriera quella di Raffaello, morto a soli 37 anni, che la mostra racconta affiancando riproduzioni di opere provenienti dai maggiori musei del mondo – dagli Uffizi di Firenze, ai Musei Vaticani, dalla Pinacoteca di Brera a Milano alla Galleria Borghese a Roma, passando per il Louvre a Parigi, il Prado a Madrid e la Gemäldegalerie a Berlino, per arrivare a San Pietroburgo all’Ermitage e alla National Gallery di Washington, solo per citarne alcuni – che conservano capolavori assoluti come la Madonna Conestabile, la Madonna di Terranuova, lo Sposalizio della Vergine, la Madonna del Cardellino, la Deposizione, il Ritratto di Baldassare Castiglione e tanti altri fino ad arrivare alle Stanze Vaticane per cui Raffaello giunse a Roma ingaggiato da papa Giulio II che segnò la sua consacrazione a interprete della ”maniera moderna”.

Lo scopo e l’obiettivo della mostra è quello di rivolgersi prevalentemente ai giovani e a quanti non frequentano abitualmente i musei e le esposizioni d’arte, permettendo a un pubblico vasto e allargato di avvicinarsi ai più grandi autori della storia dell’arte – in questo caso a Raffaello – attraverso riproduzioni delle loro opere di altissima qualità e pregio. Mutuando le istanze di democrazia culturale ispirate da André Malraux, Paul Valéry e Walter Benjamin, con questa operazione non si vuole ridimensionare la “sacralità” del capolavoro originale, al contrario, la diffusione delle riproduzioni vuole essere un volano filologicamente impeccabile e di grande efficacia per invitare a scoprire i capolavori conservati sul territorio e più in generale nel nostro Paese, come afferma Salvatore Settis: “A me piacciono le copie. Mi piacciono perché diffondono la conoscenza delle opere d’arte.”
Ferdinando Bologna, che ha curato la selezione e il catalogo delle opere di Raffaello in mostra, sosteneva: “Le Mostre impossibili consentono una più approfondita conoscenza delle opere ed un accostamento, per confronto, di opere che sono normalmente lontanissime fra di loro. Soprattutto, questa nuova generazione di riproduzioni d’arte, ad altissima definizione e a grandezza naturale, consente un approccio agli originali che gli originali stessi, nelle condizioni in cui normalmente si trovano, sia nei musei sia nelle sedi proprie, non consentono.”
Infatti le riproduzioni sono stampate su un tessuto trasparente e retroilluminate e questa soluzione, oltre a conferire una particolare suggestione ai dipinti, consente di cogliere dettagli e sfumature difficilmente apprezzabili nelle tele originali ad occhio nudo o nelle riproduzioni a stampa.

“Raffaello. La mostra impossibile” sarà visitabile dal martedì alla domenica con orario 10 – 13 / 15 – 17:30.