Primavera di Monica Baldini

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FANO – La signora elegante delle stagioni sta facendo il suo ingresso e con momenti di caldo e spiccata bellezza appare in tutta la sua dolcezza. Le mimose fiorite che donano sprazzi di giallo nei cortili e anche nei dirupi, i piccoli fiori spumosi a me tanto cari. Il loro profumo così talcato e rasserenante che sogno si spanda per le strade di giorno e di notte vincendo la tristezza e la paura. Il bianco che fa capolino nei rami ancora infreddoliti dell’inverno. Il cielo che sempre non delude e il coro gratuito da cui l’uomo ha da imparare. Ieri sera all’imbrunire come oggi con il sole ancora alto, loro sono i protagonisti, i cantori che ricamano l’aria ferma e serena. I merli, i passeri, i pettirossi, i gabbiani. Un mare che si fa accarezzare e avvolgere dal disteso infinito sopraelevato e insieme compiono un gesto di amicizia unico. I pesciolini che creano cerchi affiorando in superficie. Tutto è perfetto, è paradisiaco. “E’ un Paradiso qui!” Lo usiamo spesso questo termine per dire dell’eccelso che ipotizziamo e vagheggiamo, di una calma che riempie. Lo vorrei bere dagli occhi, trattenere e custodire per quando ce ne sarà bisogno. Questa immagine non basta fotografarla ma occorre interiorizzarla come segno di estrema lucentezza. Qualcuno in giubbotto è addirittura seduto ad abbronzarsi caduto in un sonno rigenerante e poi passeggiate per adulti con bambini o tra adulti solo che attingono al materiale di cui sempre si può parlare, sempre si può ammirare. E quando mi volto e guardo l’orizzonte, immediati i contorni del mio io si dissolvono e si dissociano in un lieve peregrinare che perde le costrizioni e vede solo le emozioni, solo i picchi dell’elettrocardiogramma, che legge in senso univoco la camminata verso la meta finale. Molti nodi sembrano svanire, perdere di vigore e resta solo la delicatezza di una esistenza che senti battere in petto e vuoi vivere a pieno. La battigia e l’azzurro limato dal verde e dal bianco dei sassi mi detergono, mi rincuorano, mi confortano. Quell’abbraccio del cielo è come se arrivasse fino terra e accogliesse noi piccoli sparsi che chiediamo protezione, chiediamo amore, chiediamo attenzione. E’ per questo che l’umanità non ha mai smesso di camminare in riva al mare, di recarsi a lui forza e potenza per lasciarsi travolgere, di usare il mare baciato dal cielo come antidoto e vitamina privilegiata. Forse è per questo che i colori del creato non smettono di piacere poiché ci donano gratuitamente cibo per l’anima e sempre sanno come consolarci, come dirci che siamo anche noi parte dell’armonia. La primavera sta sbocciando e già compie i suoi piccoli grandi miracoli abbattendo le mura invernali, spolverando il grigio dei cuori. In questi periodi così tesi, l’alba che succede alla luna, il tramonto che cede il posto alla sera sono i fari di una certezza, di un verità che persevera e che ci comunica una grandezza maggiore, una immensità cui aderire.

Monica Baldini