“Volevamo fare questo convegno il 29 ottobre 2016 – ha raccontato il presidente del Lions Club, Endrio Pataracchia – ma il terremoto non ce lo ha permesso. Ma così come Matelica ha saputo reagire e riprendere in mano quanto era stato lasciato in sospeso, così noi dobbiamo essere capaci, se vogliamo guardare avanti, di avere solide radici nel nostro territorio e nella sua comunità, proprio come il legame indissolubile che c’era tra Enrico Mattei e Matelica: quando si parla di lui si parla della città, quando si presenta la nostra cittadina al mondo non si può fare a meno di descriverla come la città di Mattei. Eppure lui passò qui sono gli anni della sua adolescenza: ma tanto bastò. L’atmosfera di laboriosità influenzò profondamente il giovane Enrico, fino a farne l’uomo più potente del dopoguerra italiano, l’ispiratore di una visione modernissima dell’economia e della politica e uno tra i maggiori artefici della ricostruzione italiana. Matelica non poteva avere ambasciatore migliore”.
Dopo i saluti di Felice Samorè, presidente del L.C. Ravenna Host, e del sindaco di Matelica, Alessandro Delpriori – che ha sottolineato come si stia avviando grazie alla Regione Marche un percorso di valorizzazione del personaggio matelicese – la parola è passata al dirigente scolastico Antonio Trecciola, che ha offerto un interessante spaccato della “vita matelicese” di Mattei, i legami mai persi e gli affetti che sempre ha mantenuto, a partire dall’amata madre. La figura del “Principale” è stata ripercorsa invece da Oscar Ferracuti, presidente dell’A.P.V.E. di Matelica, che ne ha descritto la grande umanità, pur nella severità, e la lungimiranza sul lavoro e nel rapporto con i dipendenti. Al termine, dopo l’intervento del past presidente del L.C. Ravenna Host, Mario Boccaccini, è stato proiettato il documentario “Il Gigante di Ravenna”, che racconta la costruzione dell’impianto petrolchimico della città.
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