Macerata, “Opera tua”: si può votare fino al 30 novembre

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In ballo il restauro di una tela di Filippo Palazzetti della chiesa delle Vergini

MACERATA – Macerata e il suo patrimonio artistico sono i protagonisti del progetto “Opera tua”. Fino al 30 novembre tutti potranno votare con un semplice clic per restaurare la settecentesca tela eseguita dal pittore maceratese Filippo Palazzetti, allievo a Roma di Francesco Trevisani, per la chiesa di Santa Maria delle Vergini, resa inagibile dal terremoto del 2016. Il dipinto, di notevole levatura, è stato subito ricoverato presso i Musei civici di Palazzo Buonaccorsi ma necessita di restauro prima di tornare ad essere fruibile.

L’iniziativa, promossa da Coop Alleanza 3.0, mette in “competizione” ogni mese due opere d’arte di una regione e quella che otterrà il numero maggiore di voti sarà restaurata. A novembre tocca alle Marche e la competizione è tra Senigallia e Macerata.  Chiunque può votare anche per più volte e non è richiesta alcuna registrazione. Il voto di ciascuna persona consentirà quindi di proseguire nell’importante lavoro di recupero dell’intero ciclo decorativo della prestigiosa chiesa delle Vergini.

Per votare basta collegarsi al sito https://www.coopalleanza3-0.it/1-per-tutti-4-per-te/votazioni-opere .

La pala in questione raffigura Santa Maria dei Pazzi nel momento in cui la Vergine Maria le ricopre il capo con un leggerissimo velo trasparente. L’atto sta ad indicare la protezione che Maria esercita sulla devota e riverente carmelitana. La firma dell’autore, posta sulla destra, reca la scritta “Philippus. Palazzettus. Maceraten. Fecit.  AN MCCXXXVI. AETAT XXV”.
La cappella, che ospitava questo dipinto nel Santuario di Santa Maria delle Vergini, fu eretta alla fine del XVII secolo in onore di S. Maddalena de’ Pazzi, suora carmelitana canonizzata nel 1670.
L’opera mostra uno stato conservativo che penalizza il suo messaggio artistico e devozionale. La superficie è appiattita dallo spesso strato di sedimenti accumulatisi nel tempo, costituiti principalmente da pulviscolo atmosferico misto a fumo di candele che, depositandosi sulla vernice di protezione, si è trasformato in un filtro opaco e scuro capace di alterare l’originale cromia e l’immediata percezione della composizione.