Macerata, ecco la nuova stagione di prosa al Teatro Lauro Rossi

MACERATA – Il Teatro Lauro Rossi di Macerata ha presentato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa la nuova, importante stagione di spettacolo, un disegno culturale di ampio respiro, in cui il cartellone – promosso dal Comune di Macerata con l’AMAT – da ottobre ad aprile intreccia in diciassette appuntamenti per otto titoli, di cui uno fuori abbonamento, grandi compagnie, nuova drammaturgia e classici, maestri indiscussi della scena e spettacoli di danza.
“Ci prepariamo a una stagione di teatro invernale molto intensa – ha affermato l’assessora alla Cultura Stefania Monteverde -. A Macerata al Teatro Lauro Rossi passeranno i grandi spettacoli di teatro dell’ultimo anno che ci faranno piangere, ridere, pensare. Anche quest’anno abbiamo a cuore il pubblico del teatro che ogni volta incontra le compagnie e gli attori con Gente di Teatro e le scuole che coinvolge oltre 100 studenti con i progetti di A scuola di platea. Mi piace anticipare uno spettacolo speciale il 30 ottobre a tre anni dalla grande scossa, “La terra tremano” con Giorgio Felicetti. Il teatro è una grande occasione per capire quello che siamo e quello che ci succede. Ma non finisce qui. Il teatro è un grande progetto: stiamo preparando altre sorprese che annunceremo a settembre”

“Abbiamo seguito un tragitto specifico per costruire la nuova stagione di prosa che nasce da un cesello preciso – è intervenuto Gilberto Santini, direttore dell’Amat Marche –. Si tratta di una stagione molto pensata che prosegue un percorso che vede Macerata ospitare nuovi allestimenti, ricordiamo l’Aminta di Antonio Latella lo scorso anno, uno spettacolo di grande successo, e riallestimenti importanti come quello de ‘Le Baccanti’ di Emma Dante in programma il 5 e 6 novembre prossimi.”

Nuova stagione di prosa

L’apertura di stagione il 24 e 25 ottobre è con Si nota all’imbrunire (solitudine da paese spopolato), uno spettacolo scritto e diretto da Lucia Calamaro, drammaturga, regista e attrice, che affronta nella pièce un tema di grande attualità, la “solitudine sociale”, un male oscuro e insidioso, “un’epidemia di solitudine” diffusa non solo tra gli anziani, ma ormai anche tra i più giovani. Silvio Orlando è nel ruolo del protagonista, un uomo che, volontariamente, decide di vivere isolato in un paese spopolato. Ma la solitudine permette a desideri e realtà di confondersi e, senza nessuno che riconduca alla verità oggettiva, la vita può diventare esattamente come uno decide che sia… fino a un certo punto.

Una preziosa regia di Emma Dante – indiscussa protagonista del teatro italiano di questi anni -, torna a Macerata, dopo l’atteso Macbeth al debutto in questi giorni al Macerata Opera Festival 2019, con Le Baccanti di Euripide Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con i giovani allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e mostra tutto lo splendore di una delle più grandi opere teatrali di tutti i tempi da cui attinge gran parte della nostra cultura, dalla religione alla letteratura. Il lavoro, potente e intenso in cui la fisicità e il ritmo dei giovanissimi protagonisti, mai banali o eccessivi, ognuno con una specifica identità espressiva, unici nel loro essere acerbi e veri, reca il marchio deciso e autorevole della regista siciliana.

Emilio Solfrizzi ed Elisa Galantini diretti dalla regia di Gioele Dix sono i protagonisti il 3 e 4 dicembre di A testa in giù di Florian Zeller, un grande gioco di attori che svela con la tecnica del doppio linguaggio una verità comica, crudele e meravigliosamente patetica. Daniel invita a cena, contro il consiglio di sua moglie, Patrick suo migliore amico e la sua nuova partner Emma per la quale ha lasciato la moglie. Emma, giovane e carina provoca una tempesta negli animi dei commensali, scuotendo le loro certezze, risvegliando frustrazione, gelosia e invidia.

La stagione prosegue il 13 e 13 dicembre con Alessandro Preziosi nei panni di Vincent Van Gogh, costretto in manicomio, nell’omonimo spettacolo diretto da Alessandro Maggi. La pièce è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. Il testo di Stefano Massini è vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 per la “scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva”.

Il Teatro Lauro Rossi rinnova la sua vocazione di luogo dedicato alla creazione artistica ospitando la residenza di allestimento di Giusto la fine del mondo di Jean-Luc Lagarce su traduzione di Franco Quadri con Anna Bonaiuto, Alessandro Tedeschi, Vanessa Scalera, Barbara Ronchi, Vincenzo De Michele per la regia di Francesco Frangipane. Lo spettacolo – in scena il 25 e 26 gennaio in prima italiana – attraversa la storia di Louis, drammaticamente intrecciata con la vicenda personale dell’autore, morto di AIDS a 38 anni. Una storia dell’incomunicabilità nella quale né Louis né i suoi familiari riescono ad esprimere i propri sentimenti. Ogni dialogo si riduce a inutili tentativi di riempire il vuoto con le parole, senza che queste abbiano un senso. Un testo dalla poetica dirompente costruito su lunghi flussi emotivi in cui ogni personaggio grida la propria insoddisfazione e frustrazione.

Mine vaganti, il film del 2010 di Ferzan Ozpetek, grande successo di botteghino e critica (2 David, 5 Nastri d’argento, 4 Globi d’oro) arriva per la prima volta in teatro, diretto dallo stesso Ozpetek, al debutto nella prosa. Il Teatro Lauro Rossi ospita la commedia – interpretata da Arturo Muselli, Francesco Pannofino, Paola Minaccioni e Giorgio Marchesi – il 14 e 15 febbraio. Il giovane Tommaso torna nella grande casa di famiglia a Lecce con l’intenzione di comunicare al variegato clan dei parenti chi veramente è; un omosessuale con ambizioni letterarie e non un bravo studente di economia fuori sede come tutti credono. Ma la sua rivelazione viene bruciata sul tempo da una rivelazione ancora più inattesa e scioccante del fratello Antonio. Tommaso è costretto a fermarsi a Lecce, rivedere i suoi piani e lottare per la verità, contro un mondo famigliare pieno di contraddizioni e segreti.

Mi sa che fuori è Primavera, un progetto di Giorgio Barberio Corsetti –direttore del Teatro di Roma – e Gaia Saitta tratto dall’omonimo libro di Concita De Gregorio, giornalista e scrittrice, inviata per il quotidiano “la Repubblica”, giunge al Lauro Rossi il 19 e 20 marzo. La pièce porta in scena la storia di Irina Luci, tristemente nota alla cronaca. Irina è una donna alla quale un giorno vengono sottratte al marito le due figlie gemelle di sei anni. L’uomo si uccide e le bambine non saranno mai più ritrovate. Concita De Gregorio trova le parole per raccontarne la storia, nasce da qui la versione teatrale di questa vicenda così difficile da raccontare: un episodio tragico nel senso più classicamente teatrale del termine, in cui l’eroina subisce la perdita dei figli e deve sopravvivere alla sua stessa vita di dopo senza cedere alla tentazione di sparire lei stessa.

Per la conclusione della stagione il 17 e 18 aprile la danza energica e seduttiva del Nuovo Balletto di Toscana diretto da Cristina Bozzolini con Pulcinella, uno di noi, una sintetica rivisitazione in chiave contemporanea del personaggio di Pulcinella sulle straordinarie musiche di Igor Stravinskij, con interpolazioni di brani composti anche da Giovan Battista Pergolesi. La raffinata coreografia di Arianna Benedetti è affidata a undici straordinari giovani ballerini di grande talento.

L’appuntamento delle feste di fine anno al Teatro Lauro Rossi è il 28 dicembre con una magica interpretazione de Il lago dei cigni, il più acclamato tra i capolavori di Čajkovskij su coreografia di Lev Ivanov e Marius Petipa che ha sempre riscosso enorme successo popolare. A presentarlo come appuntamento fuori abbonamento della stagione è Russian Classical Ballet, eccellente compagnia di numerosi talenti dalla migliori accademie russe interpreti di una versione coreografica che ricostruisce filologicamente l’opera originaria.

Nuovi abbonamenti dal 5 al 12 ottobre presso biglietteria dei Teatri 0733 230735.

Nella foto: l’assessora alla Cultura Stefania Monteverde e il direttore di Amat Marche Gilberto Santini